Le iconiche lucine ancora non ci sono. E non soltanto perché è un caldo pomeriggio d’inizio estate. I lavori fervono, in quel di Edoné. I tavoli sono accatastati in un angolo, il bel parco nel cuore di Redona è un brulicare di tecnici, cavi annodati, assi di legno, frigoriferi, furgoncini. Gente che va di qua e di là. Un caffè, una bottiglietta d’acqua, e via a lavorare. Il tempo stringe, ci siamo quasi: Edoné è pronto a riaprire, nove mesi dopo la sua chiusura. Un parto, praticamente.
Il primo appuntamento è per oggi, sabato 6 giugno, quando dalle 16 lo spazio giovanile ospiterà – come da tradizione – la festa di fine anno scolastico. Poi l’inaugurazione ufficiale dell’estivo di mercoledì 10 giugno.
Una ripartenza vera e propria. E con il futuro che è ancora tutto da scrivere. Ma già il fatto che Bergamo non passerà un’estate senza l’intrattenimento offerto da uno dei suoi luoghi più amati è una bella cosa. Per ora si parla solo di tre mesi, fino a metà settembre, cioè la durata del bando che Nutopia, società gestrice, s’è aggiudicata.
Poi un nuovo stop, almeno finché il Comune non avrà valutato in ogni dettaglio il progetto di partenariato pubblico-privato che Nutopia ha proposto all’Amministrazione per la gestione pluriennale dopo che la precedente convenzione è scaduta a fine settembre 2025. Ci sarà tempo. Ora tutta l’attenzione è concentrata solo sul presente. Che ha un nome preciso, evocativo: “Controvento”.
«Ci piaceva l’idea di trovare un nome, per l’estivo 2026 di Edoné, in grado di riassumere appieno la filosofia con cui da anni portiamo avanti questo progetto», spiega Franz Barcella, socio e portavoce di Nutopia.
Davanti a lui ci sono Aurora, Marta, Martina e Maddalena, solo una piccola parte del team che in questi giorni sta lavorando giorno e (quasi) notte per fare in modo che lo spazio di Redona possa riaprire nei tempi previsti. Cioè il prima possibile.
«Solo una volta che Edoné ha chiuso abbiamo davvero capito quanto fosse amato da tanta, tantissima gente – racconta Marta -. Io vivo in questo quartiere, ho due bambini, ed Edoné (…)