La storia continua

Erreoutlet Ravasio riaccende le luci in via Mazzini ad Alzano Lombardo (merito dei suoi clienti)

Il "Bepi" e le divise della Pigna: sessant'anni di stile che tornano a casa. Giorgio Ravasio: «La gente ce lo ha chiesto con insistenza»

Erreoutlet Ravasio riaccende le luci in via Mazzini ad Alzano Lombardo (merito dei suoi clienti)

Dopo un anno di assenza dalla sua città di origine, Erreoutlet Ravasio ha finalmente riaperto i battenti dello storico punto vendita di via Mazzini 2 ad Alzano Lombardo.

L’azienda di famiglia rappresenta fin dagli anni Settanta un’autentica icona della vita alzanese, tanto è vero che sono state proprio le numerose richieste dei clienti a convincere la proprietà a riaprire l’outlet nel centro storico. A febbraio dello scorso anno il punto vendita era stato chiuso e il gruppo si era spostato nel vicino negozio di Nembro.

«La scelta era stata fatta anche per abbassare i costi di gestione, visto che a Nembro il negozio era di nostra proprietà – spiega il proprietario Giorgio Ravasio –. Nei mesi successivi abbiamo però avuto richieste davvero incalzanti per tornare ad Alzano, così abbiamo preso questa decisione».

Erreoutlet di Alzano Lombardo

Il ritorno ad Alzano è tutt’altro che un caso, dal momento che qui l’attività di famiglia è nata e ha vissuto per oltre sessant’anni, diventando un punto di riferimento.

«Siamo sempre stati in via Mazzini – racconta Ravasio –, nel 1971 mio padre ha aperto la sua bottega, la sartoria Ravasio Giuseppe, per tutti Bepi. Il fatto che fosse nel centro storico e in una delle vie da sempre più percorse del paese ha aiutato molto fin dall’inizio, il lavoro c’è sempre stato. Per anni mio padre ha anche avuto l’appalto per confezionare tutte le divise dei dirigenti delle Cartiere Pigna: portinai, dipendenti degli uffici e camionisti, cosa che gli ha permesso di diventare molto conosciuto. Nel frattempo il negozio si è ampliato e, con l’arrivo delle grandi distribuzioni, anche lui ha cominciato a fare rivendita di abiti già confezionati. Purtroppo mio padre è mancato presto e l’attività è passata a mia madre quando io avevo solo quattordici anni, poi sono subentrato e da lì siamo andati avanti insieme».

Il negozio storico

La moglie Gianfranca Mapelli e il figlio Giorgio hanno mantenuto negli anni lo stile (…)

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