Correva il 5 maggio 1996 quando, nella cornice di piazza IV Novembre ad Azzano San Paolo, Dario Induni decideva di trasformare la propria passione in una realtà imprenditoriale fondata su tre pilastri: ingredienti genuini, lavorazione lenta e un’accoglienza che sa di casa.
A trent’anni da quel primo cono servito, la gelateria Capriccio non è più solo una bottega, ma un’istituzione del gusto che ha saputo attraversare i decenni restando fedele a se stessa, pur sapendosi rinnovare con coraggio.
Oggi a guidare l’attività è una gestione familiare che vede in prima linea i fratelli Davide e Andrea Induni, che hanno ereditato dal padre Dario non solo l’arte della mantecazione, ma anche la cultura del lavoro ben fatto.
«Scegliamo ingredienti freschi, materie prime di qualità e lavorazioni artigianali, perché crediamo che i dettagli facciano la differenza – racconta Davide -. Dietro il bancone c’è una squadra affiatata, un laboratorio pieno di profumi e la voglia continua di sperimentare, creare, migliorare. È questo lo spirito che ci accompagna, ogni giorno».

Il valore della gelateria è stato sottolineato anche dal sindaco, Sergio Suardi: «Capriccio è un esempio virtuoso di come il commercio locale possa crescere, innovare e allo stesso tempo rimanere fedele alla propria identità. In questi trent’anni la gelateria ha saputo coniugare qualità delle materie prime, cura artigianale e capacità di rinnovarsi (…)