Lingua madre

Guai se ti svegli “quando la canta la aca”: il bergamasco rifugge la pigrizia

La vacca ha ispirato proverbi e modi di dire... non tutti benevoli

Guai se ti svegli “quando la canta la aca”: il bergamasco rifugge la pigrizia

Di Ezio Foresti*

Preziosa risorsa della nostra economia di montagna e paziente testimone delle nostre alterne vicende, la aca, la vacca, ha ispirato innumerevoli proverbi, paragoni e modi di dire che ormai ci appartengono, alcuni dei quali non proprio positivi.

L’ indole generosa di questo animale e la sua fondamentale bontà d’animo forse non giustificano tutti i significati negativi attribuiti al termine acada. Come spiega il Tiraboschi, può essere “alcuna cosa che riesca sciocca o scipita, e si direbbe di spettacoli, composizioni e simili”. Oggi lo applichiamo a programmi televisivi e brani scaricati dal web, ma la sostanza non cambia.

Acada è anche “un lavoro mal fatto, acciabattato”, ma pure una “corbelleria, strafalcione, grande errore” o addirittura “parola o azione sconcia, oscena, laida, disonesta, sconvenevole, indecente”. Cos’abbia mai fatto la aca per meritarsi tutto questo non si sa. Lasciando poi perdere il famoso scioglilingua che parla di una vacca che sta in una casa, e che conosciamo tutti, vale la pena riscoprire espressioni sorprendenti di cui si è perso il ricordo.

A la creperà la aca a ü póer òm, morirà la vacca di un poveretto, si diceva quando un sinistro figuro scampava un pericolo mortale o un fallimento epocale. Questo a voler dire che le disgrazie quasi sempre evitate dai potenti sono invece il pane quotidiano del popolino.

Associato a un comportamento criticabile è il detto Stà ‘n lècc fina che l’canta la aca, stare a letto finché canta la vacca, cioè “alzarsi all’alba dei tafani”, che corrisponde al nostro mezzogiorno.

Divertente è il modo in cui si irride chi conosce poco e male le lingue straniere: A l’parla fransés come öna aca spagnöla. Non occorre tradurlo, come non occorre spiegare il significato del dispregiativo fà la aca, attributo alle donne. In cà sò la aca la fa stà ‘l bò è infine la sintesi di una convinzione tipicamente bergamasca: ognuno sta bene a casa sua.

*in memoria