L’anno nuovo ha portato con sé un importante rinnovamento per uno dei simboli della comunità di Torre Boldone: la Croce del Boscone, che domenica 4 gennaio ha ufficialmente cominciato una nuova fase della sua vita dopo il restauro avvenuto negli ultimi mesi.
Eretta nel 1933 in occasione dell’anno santo straordinario per la commemorazione della passione di Cristo, da quel momento in poi la croce ha dominato dall’alto il paese e l’area circostante fino alla Maresana e ai Colli di Bergamo. Cinquant’anni dopo, nel 1983, il manufatto in legno è stato sostituito dal gruppo dei Volontari Antincendio Boschivo (oggi legato alla Protezione Civile), che ne hanno poi mantenuto la custodia e la cura fino ad oggi. Dopo altri quarant’anni dall’ultima ristrutturazione, la croce ha cominciato nuovamente a mettere in luce i segni e l’usura delle intemperie, riaccendendo nel gruppo la volontà di un ulteriore rinnovamento.
Un lavoro importante quello intrapreso negli ultimi mesi e concluso proprio al tramonto del 2025. Il basamento è stato ampliato e rinforzato per ospitare una nuova croce più grande rispetto a quelle del passato, che raggiunge l’altezza di sei metri con oltre tre di larghezza complessiva.

L’opera unisce sapientemente il passato e il futuro grazie alla struttura in legno di castagno, come vuole la tradizione, al cui interno è stato realizzato un moderno impianto di luci a led alimentate da un pannello fotovoltaico. Quest’ultima è la vera grande novità, che permetterà alla croce di essere illuminata ogni notte per tutto l’arco dell’anno. Fino ad oggi, infatti, la croce veniva illuminata solo durante la Settimana Santa attraverso luci montate dai volontari e corrente elettrica portata in quota con un complesso sistema di cavi.
A completare l’opera, la costruzione di un altare per le cerimonie religiose, mai realizzato in passato, dal quale domenica scorsa il parroco don Alessandro Locatelli e il curato dell’oratorio don Diego Malanchini hanno celebrato la messa, conclusa con la benedizione che ha dato inizio a una nuova era per questo pilastro religioso e comunitario del paese.
«Una grande emozione e un motivo di vanto per il nostro gruppo essere riusciti a realizzare un lavoro così importante – ha commentato Maurizio Pellizzoli, volontario dell’Antincendio Boschivo (…)