Lingua madre

Le “colombine” (cioè i pop-corn) sono un nostro primato?

Da noi erano arrivati ben prima che invadessero i cinema

Le “colombine” (cioè i pop-corn) sono un nostro primato?

di Ezio Foresti*

Al cinema se ne divorano, o divoravano, interi sacchetti e oggi nei social la sua icona è diventata un sinonimo di attesa, per segnalare l’approssimarsi di un probabile torrente di commenti, quasi sempre indignati.

L’umile pop-corn in realtà viene da molto lontano, addirittura dal 3.600 avanti Cristo, secondo alcune tracce ritrovate nel New Mexico. Il nome deriva dall’abbreviazione di popped corn, grano scoppiato o, come diremmo noi, melgòt isciopàt.

Offerto per la prima volta dagli indigeni ai coloni inglesi in America nel 1630, durante il giorno del Ringraziamento, secondo le fonti del web giunge in Europa soltanto nel 1951. E qui si apre un piccolo giallo, perché il Tiraboschi, nel suo vocabolario del 1867, riporta già la voce colombine, con la descrizione: «Così chiamansi i chicchi del grano turco che quando posti al fuoco scoppiano formando una superficie screpolata e bianchiccia».

Forse avrà scritto per sentito dire, ma è facile anche immaginare che qualcuno dei nostri compaesani, gettando distrattamente sulla stufa qualche gré de melgòt abbia ottenuto senza saperlo l’apprezzata leccornia. Del resto il primo mais lombardo è arrivato proprio a Bergamo, per la precisione a Gandino, nei primi decenni del Seicento.

La diffusione nel nostro territorio è testimoniata anche dalle numerose denominazioni che ha assunto, nel tempo e nello spazio. Oltre alla già citata colombina, riferita al colore e alla forma, ci sono méche, michì e michète, per analogia con le forme di pane, s-ciopù, con un nesso quasi filologico a una fase della loro preparazione, fiure, traduzione del sinonimo italiano fiori, confècc, forse per l’apparenza candida, galète, probabilmente per la somiglianza con i bozzoli del baco da seta e biscotì o scotì, per la necessità di una cottura.

C’è da farne indigestione, stavolta per fortuna senza conseguenze.

*in memoria