Lingua madre

Persino il “diàol” può ispirare compassione, in bergamasco

Siamo un popolo religioso, ma con dimestichezza sospetta col diavolo

Persino il “diàol” può ispirare compassione, in bergamasco

Di Ezio Foresti*

Per essere un popolo tradizionalmente religioso, abbiamo una dimestichezza sospetta con il diàol, nominato spesso in proverbi, modi di dire e similitudini. Ne fa cenno anche Umberto Zanetti nel suo “Rapsodia Bergamasca”, un ampio excursus su usi, costumi e tradizioni della nostra terra.

Citando un bollettino della parrocchia di San Pietro a Trescore Balneario del 1976, dedicato appunto al diavolo, elenca una serie di locuzioni, alcune delle quali ancora in uso, altre ormai dimenticate. Come la pittoresca a l’te pórta vià ol diàol coi cadéne foghéte, minaccia rivolta al fanciullo che mostrava segni di disobbedienza o irrequietezza.

D’altra parte, una volta si usava così, interpretando forse troppo alla lettera l’insegnamento del necessario “timore di Dio”. Al’gh’à adòss ol diàol si diceva non solo di persona particolarmente cattiva, ma anche di chi era perpetuamente dedito a frenetiche attività. Il vertice della perfidia invece veniva raggiunto da chi era issé catìv che l’la öl gnà ol diàol. In effetti non c’è di peggio che superare in malvagità il Maligno in persona.

In certi casi non è la bruttezza morale a essere oggetto di riprovazione, ma quella fisica, come nel paragone bröt cóme ‘l diàol. Al contrario, un semplice aggettivo trasforma il carnefice in vittima, come nel caso del póer o bù diàol, due vittime della sorte su cui non si può infierire. C’erano, e ci sono, anche espressioni che non comunicano alcun giudizio etico o estetico, ma semplicemente raccontano in modo creativo le nostre vicende quotidiane.

Ghe n’è fin che ‘l diàol l’è mat sta a significare un periodo di straordinaria abbondanza, a dire il vero piuttosto raro dalle nostre parti.
A volte infine il demonio è semplicemente un rafforzativo di esigenze impellenti, come quando sosteniamo di avere öna fam, û frècc o, soprattutto di questi tempi, öna frèssa del diàol.

*in memoria