Il telefono squilla di continuo. Inviti, conferenze, sfilate, presentazioni. Perché a Carnevale, per Stefano Folzi, il tempo accelera e le giornate si riempiono come un baule di costumi. D’altronde lui è l’ultimo Brighella di Bergamo, titolo che la stessa redazione di PrimBergamo gli ha cucito addosso.
Folzi, classe 1964, residente a Comun Nuovo, nel mondo del folklore ci è nato davvero. «I miei genitori, Franco Folzi e Pierangela Mangini, hanno fondato il gruppo “San Pellegrino” nel 1971. Io ho iniziato a viaggiare con loro da quando ero nella pancia della mamma. Fino al 1999, la comitiva era soprattutto a carattere familiare. Da quell’anno, invece, siamo diventati a tutti gli effetti associazione, grazie all’ingresso di alcuni nuovi membri».
Poi, nel 2004, è arrivata una svolta: la consapevolezza che una figura simbolo della tradizione bergamasca stava sparendo. «Brighella non lo presentava più nessuno. Né nelle sagre, né nei Carnevali. È uno dei personaggi più importanti della commedia bergamasca, nato in Città Alta. Eppure il suo ricordo stava sbiadendo».
Folzi sceglie così di rimettere la maschera al centro e di ribattezzare il gruppo “Brighella e la Torre Campanaria”, enfatizzando le proprie radici. Da anni, infatti, l’organizzazione (…)