L’intelligenza artificiale può aiutare a riconoscere i segnali di un ictus, analizzare immagini utili alla diagnosi di un tumore e rendere più efficienti i percorsi di cura. Sono alcune delle tecnologie già utilizzate all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che negli ultimi anni ha investito nella trasformazione digitale e che ora raccoglie i risultati anche in una classifica internazionale: quella dei World’s Best Smart Hospitals 2027, realizzata da Newsweek in collaborazione con Statista.
Nell’ultima edizione della graduatoria, pubblicata mercoledì 21 ottobre, l’ospedale bergamasco è all’ottavo posto tra i 17 istituti italiani selezionati. Un anno fa era quindicesimo. Considerando soltanto le strutture pubbliche, è secondo in Italia, preceduto dal San Camillo Forlanini di Roma. Anche a livello internazionale il risultato migliora: il Papa Giovanni XXIII passa dal 234° al 146° posto, confermando per il quinto anno consecutivo la propria presenza nella classifica.
La graduatoria prende in esame 400 ospedali di 33 Paesi e valuta quanto le nuove tecnologie siano effettivamente integrate nell’attività sanitaria. Non si tratta quindi soltanto di verificare la presenza di strumenti avanzati, ma anche di capire come vengono impiegati nella diagnosi, nell’assistenza e nell’organizzazione del lavoro.
Quest’anno, tra gli aspetti considerati, c’è anche l’impiego concreto dell’intelligenza artificiale. Al Papa Giovanni XXIII viene utilizzata per supportare il triage e la gestione dell’ictus e delle patologie vascolari, oltre che per analizzare immagini neuroradiologiche e contribuire alla diagnostica per immagini, soprattutto in ambito oncologico e infiammatorio. Tra gli sviluppi più recenti figura anche l’anatomia patologica digitale.
L’innovazione riguarda però anche ciò che accade dietro le quinte di un ospedale. La struttura dispone di sistemi che permettono di monitorare in tempo reale gli spostamenti dei pazienti sottoposti a interventi chirurgici e di localizzare circa 3.000 apparecchiature e dispositivi utilizzati nei reparti. La valutazione internazionale ha considerato inoltre le tecnologie per la chirurgia mininvasiva, i sistemi automatizzati per le attività amministrative e organizzative e le soluzioni per distribuire le divise al personale sanitario.
Altri criteri riguardano la maturità dei servizi informatici messi a disposizione dei pazienti, la telemedicina e il monitoraggio da remoto. La classifica prende in considerazione anche la sicurezza dei sistemi digitali, le procedure di controllo della qualità e dell’efficacia delle tecnologie e la formazione del personale sanitario, tecnico e amministrativo.