Nuove cure contro il tumore

Ottomila euro dalla Camminata Rosa al Papa Giovanni di Bergamo

Oltre 700 partecipanti hanno trasformato una camminata solidale in un aiuto concreto per la ricerca oncologica

Ottomila euro dalla Camminata Rosa al Papa Giovanni di Bergamo
Aggiungi Prima Bergamo alle tue fonti preferite

La solidarietà del territorio si trasforma in un aiuto concreto per la ricerca e la cura del tumore al seno. La seconda edizione della “Camminata Rosa”, che si è svolta lo scorso 20 settembre tra i comuni di Sarnico, Paratico, Credaro e Villongo, ha raccolto 8mila euro destinati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. All’iniziativa, promossa da Social Future Project Italia in collaborazione con la Fondazione Nadia Toffa e lo studio Mental Health Solution di Credaro, hanno preso parte oltre 700 persone.

Due studi clinici e cure sempre più personalizzate

La somma contribuirà ai progetti della Breast Unit Interaziendale dell’ASST Papa Giovanni XXIII e della Casa di Cura San Francesco, con l’obiettivo di migliorare i trattamenti ed ampliare le conoscenze sulla malattia.

Come spiegato da Privato Fenaroli, coordinatore della Breat Unit, il contributo sosterrà due studi clinici: uno dedicato alla crioablazione, tecnica che utilizza il freddo per trattare il tumore, e un secondo sulle protesi mammarie personalizzate. Una parte dei fondi sarà inoltre destinata al programma di chirurgia mininvasiva supportato dalla piattaforma robotica già in dotazione all’ospedale bergamasco.

«Utilizzeremo questo contributo per offrire cure sempre più personalizzate per le pazienti» – ha sottolineato Francesco Locati, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII, evidenziando anche il valore della ricerca e della prevenzione.

Una rete tra ospedale, associazioni e territorio

La Camminata Rosa è nata dall’esperienza di “Benessere in Rosa”, un incontro informativo sul tumore al seno promosso da Mental Solutions e Social Future Project Italia nel Basso Sebino. Dal momento, la sensibilizzazione si è trasformata in una manifestazione capace di coinvolgere cittadini, associazioni e realtà locali.

«È il risultato di un impegno condiviso con la Fondazione Nadia Toffa e di una comunità che ha scelto di esserci» – ha dichiarato Pasqualino Buonfiglio, presidente di Social Future Project Italia, auspicando una partecipazione ancora più ampia da parte di Comuni e aziende nelle prossime edizioni.

Un ruolo importante è affidato anche alla Fondazione Nadia Toffa, rappresentato dai genitori della compianta giornalista, Margherita Rebuffoni e Maurizio Toffa. La Fondazione sostiene la ricerca oncologica e contribuisce a mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione e sulle necessità delle persone colpite dalla malattia.

Ricerca come parte del percorso di cura

La Breast Unit Interaziendale integra competenze e professionalità dell’ASST Papa Giovanni XXIII e della Casa di Cura San Francesco in un percorso diagnostico e terapeutico condiviso, con presa in carico multidisciplinare e lo scopo di ridurre i tempi d’attesi, mantenendo elevati standard di qualità e sicurezza.

Per Luigi Da Pozzo, direttore del Dipartimento chirurgico dell’ASST Papa Giovanni XXIII, il contributo è un sostegno allo sviluppo di trattamenti sempre meno invasivi e sempre più personalizzati. Rita De Sanctis, responsabile dell’Oncologia della Donna, ha ricordato quanto i progressi scientifici possano incidere concretamente sulla vita delle pazienti, permettendogli di beneficiare di terapie innovative: «Una comunità che cammina unita nella stessa direzione: la ricerca e la cura a favore di chi ha un tumore» – ha osservato De Sanctis, richiamando il significato più profondo dell’iniziativa.

Contribuire a cure più efficaci

«La donazione – come ha evidenziato il direttore sanitario Alessandro Amorosi – dimostra come la sensibilizzazione possa tradursi in un sostegno tangibile all’innovazione terapeutica. Un risultato che unisce partecipazione ed impegno sociale, con l’obiettivo di contribuire a cure più efficaci per le donne che hanno un tumore al seno».