Pianeta anziani

Rsa, di questo passo andremo tutti a sbattere. Ma Regione Lombardia non ci sente

Le rette vanno da 2.500 a 3.200 euro al mese, uno sproposito. Ventimila persone aspettano un posto. Il bergamasco Casati avanza un'inizio di riforma: bocciata

Rsa, di questo passo andremo tutti a sbattere. Ma Regione Lombardia non ci sente

«Avanti di questo passo, con il calo demografico, l’aumento dell’invecchiamento e la mancanza di posti letto, l’attuale sistema lombardo della Rsa non reggerà». Ha pochi dubbi Davide Casati. Il consigliere regionale bergamasco da tempo si sta occupando di un problema che spesso passa in sordina, ma è di grande impatto sulla vita di persone e famiglie. Ovvero l’organizzazione deficitaria del sistema delle case di riposo, non più adatta alle esigenze attuali.

I guai del sistema

I problemi sono molteplici e irrisolti da anni. Tanto che alcuni, nel silenzio generale, si sono trasformati in vere e proprie emergenze. A partire dalla questione economica. Le Rsa hanno costi e rette elevate, addirittura insostenibili per molte famiglie. E dopo la pandemia, per giunta, c’è stato un incremento dei prezzi.

Le rette sono aumentate del 16,4 per cento in quattro anni. Ma il sistema continua a rimanere in perenne bilico finanziario. Anche i costi per i gestori si stanno facendo pesanti. Regione Lombardia mette circa un miliardo di euro l’anno. Ma i contributi regionali non sono adeguati ai livelli di assistenza.

Gli enti faticano a trovare personale. C’è forte carenza di infermieri, operatori sociosanitari e assistenti. Le condizioni di lavoro spesso sono precarie, con turni e mansioni pesanti e le conseguenti proteste da parte dei lavoratori. E la situazione è destinata a peggiorare con i prossimi pensionamenti.

Non solo. A fronte di una domanda altissima, i posti letto disponibili per i degenti risultano insufficienti. Regione Lombardia ha autorizzato in tutto 68.500 posti letto, ma solo 57 mila sono contrattualizzati, ovvero coperti economicamente.

Il tasso di saturazione nelle settecento Rsa lombarde è del 98 per cento. E la complessità delle condizioni di salute degli ospiti non favorisce. Il numero delle persone non autosufficienti è aumentato. Così come è cresciuta la percentuale di degenti che ha compromissioni cognitive (demenza, Alzheimer) e, di conseguenza, richiede assistenza più intensa. Se aggiungiamo che il costo dei farmaci è aumentato, abbiamo il quadro di un sistema che ha grossi problemi di sostenibilità economica e sociale.

Solo che in ballo c’è la vita di 65 mila famiglie in Lombardia, migliaia in Bergamasca (…)

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