Salute

Studio Ats sulla salute attorno all’aeroporto: nessun aumento dei rischi, ma il rumore resta sotto osservazione

Presentati i risultati conclusivi dell’indagine epidemiologica: il quadro è in linea con quello del 2015 e non evidenzia un’incidenza delle attività dello scalo sulle principali patologie monitorate

Studio Ats sulla salute attorno all’aeroporto: nessun aumento dei rischi, ma il rumore resta sotto osservazione

Dieci anni dopo la prima indagine, il quadro non cambia in modo sostanziale. Lo studio epidemiologico aggiornato da Ats Bergamo sullo stato di salute dei residenti che vivono nelle aree circostanti l’aeroporto di Orio al Serio conferma infatti quanto era già emerso nel 2015: non si registrano incrementi dei principali rischi sanitari riconducibili all’attività aeroportuale, mentre il rumore continua a rappresentare un elemento di disturbo che richiede attenzione e monitoraggio.

I risultati conclusivi dell’indagine sono stati presentati giovedì 30 luglio. L’aggiornamento dello studio, realizzato in collaborazione con l’Università Milano-Bicocca, ha preso in esame diversi aspetti, dalla letteratura scientifica alla valutazione dell’impatto sanitario, fino alla raccolta e all’analisi dei dati forniti dai cittadini. L’esito complessivo descrive una situazione epidemiologica sostanzialmente stabile rispetto a quella rilevata dieci anni fa.

Il rumore resta il principale elemento di attenzione

Tra gli elementi emersi, il rumore prodotto dall’aeroporto continua a essere percepito come un fattore di disturbo. Tuttavia, rispetto alla precedente indagine, la correlazione tra esposizione acustica e possibili effetti sulla salute risulta meno marcata. In particolare, lo studio non ha rilevato un’associazione accertata con l’ipertensione, dato che trova conferma anche nelle rilevazioni effettuate attraverso le farmacie del territorio.

Anche sul fronte della qualità dell’aria i risultati vengono definiti rassicuranti. L’analisi degli inquinanti, in particolare PM10 e PM2.5, indica che le emissioni legate all’attività aeroportuale non determinano aumenti quantitativamente rilevanti degli eventi sanitari nella popolazione esposta. È stata osservata una stima elevata in relazione al biossido di azoto (NO₂) e al diabete, ma il dato non è risultato coerente con le altre valutazioni effettuate e non consente di individuare un nesso significativo.

Ats e Sacbo: monitoraggio da proseguire

«L’esito di queste attività ha confermato una sostanziale stabilità del quadro epidemiologico – ha commentato il direttore generale di Ats Bergamo, Massimo Giupponi -. Lo studio conferma la necessità di governare l’impatto acustico dell’aeroporto sui residenti e di continuare a presidiare i principali rischi sanitari».

Sulla stessa linea anche il presidente di Sacbo, Giovanni Sanga, secondo cui lo studio «esclude l’esistenza di un “caso aeroporto”, ovvero un’incidenza dell’attività aeroportuale sulle patologie monitorate». Pur definendo confortante il quadro emerso, Sanga ha ribadito l’importanza di proseguire con un monitoraggio periodico e ha confermato l’impegno della società di gestione dello scalo a investire in interventi di mitigazione ambientale e sostenibilità.