"Student Stress Score"

Bergamo è la seconda città italiana per stress universitario: affitti e costo della vita tra i motivi principali

Una (amara) medaglia d'argento per la città orobica nella classifica nazionale stilata da Unobravo, che analizza diversi fattori

Bergamo è la seconda città italiana per stress universitario: affitti e costo della vita tra i motivi principali

Studiare a Bergamo può essere un’esperienza più stressante rispetto a quella vissuta in molte altre città universitarie italiane. Secondo una nuova ricerca di Unobravo, infatti, il capoluogo orobico è la seconda città universitaria più sotto pressione d’Italia, alle spalle di Trieste. A dirlo è lo Student Stress Score, un indice elaborato per confrontare diversi fattori che possono incidere sul benessere degli universitari: dal costo degli affitti alle ricerche online sul supporto psicologico, passando per la presenza di spazi verdi e la valutazione dell’offerta universitaria.

Bergamo seconda in Italia: il dato dello Student Stress Score

Nella classifica elaborata da Unobravo, Bergamo raggiunge un punteggio di 6,11, posizionandosi al secondo posto nazionale. Davanti alla città orobica c’è Trieste, con 7,16, mentre al terzo posto si trova Padova, con 6,08.

Il dato di Bergamo nasce dalla combinazione di diversi indicatori. In particolare, l’affitto medio di una stanza singola raggiunge i 466 euro al mese, mentre le ricerche online legate al supporto psicologico sono 840 all’anno, pari a 350 ogni 10mila studenti.

La città presenta inoltre una quota di spazi verdi del 35 per cento e una valutazione media delle università pari a 4,3. Proprio il confronto tra questi elementi ha portato Bergamo a occupare una posizione così alta nella graduatoria.

Affitti e costo della vita tra le principali pressioni

Uno degli aspetti che emerge con maggiore evidenza riguarda la componente economica. Per uno studente fuori sede, il costo dell’alloggio rappresenta infatti una voce importante del bilancio mensile.

A Bergamo una stanza singola costa in media 466 euro al mese secondo i dati utilizzati dallo studio. Una cifra inferiore rispetto a Padova, Milano e Bologna, ma comunque significativa se rapportata alle altre spese che uno studente deve sostenere durante il percorso universitario.

Più in generale, dall’analisi emerge che il 62 per cento degli studenti italiani ritiene che la propria situazione economica influisca sulla soddisfazione del percorso universitario. Affitti, costo della vita, trasporti e necessità di conciliare studio e lavoro possono quindi aggiungersi alla pressione legata agli esami.

Esami, paura di fallire e futuro lavorativo

Il problema, però, non riguarda soltanto i soldi. Tra le principali fonti di stress degli universitari ci sono soprattutto gli esami e l’ansia da prestazione.

Secondo i dati raccolti nello studio, fino al 90 per cento degli studenti indica gli esami tra le principali fonti di ansia durante il percorso accademico. A questo si aggiungono la paura di fallire, il timore di non essere all’altezza delle aspettative e il confronto con gli altri.

Un’altra fonte di preoccupazione riguarda il futuro. L’incertezza sulle prospettive lavorative, infatti, può aumentare la pressione durante gli anni dell’università, soprattutto quando agli studenti viene richiesto di costruire rapidamente un percorso formativo considerato spendibile nel mondo del lavoro.

Oltre sette studenti su dieci riportano livelli significativi di stress

Il fenomeno non riguarda soltanto Bergamo. L’analisi di Unobravo fotografa una condizione diffusa tra gli universitari italiani: oltre sette studenti su dieci riportano livelli significativi di stress.

Accanto agli esami e alle difficoltà economiche, tra gli elementi che possono incidere sul benessere compaiono anche il carico di studio, le aspettative familiari, la competizione, la solitudine e la lontananza da casa.

Per chi studia lontano dalla propria città, inoltre, l’esperienza universitaria significa spesso costruire da zero una rete sociale e affrontare contemporaneamente nuove responsabilità personali ed economiche.

La classifica: Bergamo davanti a Milano e Bologna

Il secondo posto di Bergamo assume particolare rilievo se confrontato con altre grandi città universitarie italiane.

Dopo Trieste e Bergamo, la classifica vede infatti Padova al terzo posto, Milano al quarto, Torino al quinto e Bologna al sesto. Seguono Verona, Firenze, Napoli e Bari.

Bergamo si trova quindi davanti ad alcuni dei principali poli universitari italiani, nonostante presenti un costo medio della stanza inferiore a quello di città come Milano, Bologna, Firenze e Padova.

Il dato evidenzia come lo stress universitario non dipenda da un singolo elemento, ma dalla combinazione di condizioni economiche, ambientali e legate alla percezione dell’esperienza accademica.

L’importanza di riconoscere i segnali dello stress

Gli psicologi di Unobravo sottolineano come l’università rappresenti una fase di transizione caratterizzata da nuove responsabilità, aspettative e cambiamenti. Una certa dose di stress può essere fisiologica e contribuire a mantenere alta la motivazione, ma quando diventa persistente e difficile da gestire può avere conseguenze sul benessere quotidiano.

Riconoscere i segnali di una pressione eccessiva diventa quindi importante. Difficoltà a dormire, stanchezza persistente, ansia legata agli esami e la sensazione di non riuscire a rispettare le aspettative possono essere campanelli d’allarme da non sottovalutare.

Per Bergamo, il secondo posto nello Student Stress Score restituisce dunque una fotografia non soltanto della vita universitaria, ma anche delle difficoltà che possono accompagnare gli studenti fuori e dentro le aule: dalla ricerca di una stanza al peso degli esami, fino all’incertezza su ciò che arriverà dopo la laurea.