Non si può ancora parlare di pace, ma di tregua (armata) sì. Con un nuovo comunicato diffuso la mattina di oggi (sabato 11 aprile), le Fondazioni Ikaros, Et Labora, Its JobsAcademy Italia e Its JobsAcademy Lombardia annunciano che le proprie attività continueranno regolarmente a partire da lunedì. Un passo indietro rispetto all’annunciato stop dei giorni scorsi come forma di protesta contro Regione Lombardia, che dovrebbe oltre 7 milioni di euro agli enti, affermano questi ultimi.
Le Fondazioni erano arrivate addirittura a richiedere le dimissioni dell’assessora regionale a Istruzione, formazione e lavoro, Simona Tironi.
Il passo indietro: nessuno stop alle attività
La decisione è arrivata dopo che Palazzo Lombardia – in una nota – ha rassicurato circa la propria volontà di dare «continuità al percorso educativo e formativo degli allievi», confermando che «sono già in corso di avanzata definizione le procedure necessarie per assicurare a tutti gli iscritti di completare l’anno formativo in corso, di effettuare gli scrutini e le prossime prove d’esame». Secondo Regione, «entro un mese questa spiacevole situazione sarà risolta. Né i ragazzi né le famiglie devono preoccuparsi».

Le Fondazioni parlano di «segnale che dovrà tradursi in atti concreti, strutturali e continuativi non in interventi parziali e contingenti, ma in una copertura piena e stabile delle attività nel tempo». Ma poi aggiungono che «il servizio di qualità garantito in tutte le sedi fino allo scorso venerdì proseguirà regolarmente a partire dalla giornata del 13 aprile 2026. Continueremo grazie al sacrificio e alla responsabilità di tutti – maestri, collaboratori, aziende e sostenitori – che rendono possibile, ogni giorno, garantire il percorso formativo dei nostri talenti. La decisione è pertanto la seguente: il servizio formativo non verrà sospeso. Le attività proseguiranno regolarmente. A tutti coloro che stanno sostenendo questo sforzo va il nostro riconoscimento più sincero».
Regione: persistono «esposizioni debitorie rilevanti»
Quanto deciso, non cambia però le posizioni opposte su cui si trovano enti di formazione e Regione. Quest’ultima, nella nota già citata, rimarca l’esistenza di «elementi di criticità» per quanto riguarda la gestione (soprattutto contabile) delle Fondazione, sui quali ha chiesto di «chiarire con la massima celerità». Il Pirellone sottolinea poi di aver destinato alle Fondazioni Ikaros, Et Labora, Its JobsAcademy Italia e Its JobsAcademy Lombardia oltre 70 milioni negli ultimi sette anni, di cui oltre 31 dal 2023 a oggi. I pagamenti, quindi, non si sarebbero mai interrotti.
Secondo Regione, il problema è legato all’inchiesta avviata poco meno di due anni fa nei confronti della Fondazione San Michele Arcangelo, “casa madre” degli enti accreditati, e incentrata su «figure chiave» degli enti, a partire dal fondatore Daniele Nembrini, sotto inchiesta (insieme ad altre undici persone) per truffa, peculato, turbativa d’asta, fatture false e infedeltà patrimoniale. A fronte di questa situazione, rimarca Regione, le Fondazioni avrebbero «esposizioni debitorie rilevanti».

Le Fondazioni: «Problemi legati solo ai mancati pagamenti»
Affermazioni duramente respinte dagli enti:
«Si respingono integralmente le ricostruzioni diffuse in comunicazioni istituzionali apparse in data 10 aprile 2026, nelle quali si prospetta uno stato di indebitamento eccessivo o addirittura di insolvenza delle Fondazioni. Tali rappresentazioni non trovano riscontro nella realtà gestionale degli enti, che da oltre trent’anni operano sul territorio e sono sempre stati amministrati con criteri di prudenza e responsabilità, come attestato annualmente dalle società di revisione indipendenti. Nel corso di tale intero arco temporale, non è mai stato approvato o depositato in Prefettura un bilancio in perdita. Gli indicatori economici e patrimoniali risultano tuttora in linea con i principali parametri di riferimento del settore».
Secondo i presidenti di Ikaros, Et Labora, Its JobsAcademy Italia e Its JobsAcademy Lombardia – i presidenti Giovanni Santini e Lorenzo Merlini Manzoni -, «le attuali tensioni di natura finanziaria sono riconducibili esclusivamente ai ritardi nei flussi di pagamento da parte delle amministrazioni competenti, sia regionali – non solo Regione Lombardia – sia ministeriali, e non a criticità strutturali nella gestione degli enti. Abbiamo sempre scelto la chiarezza. Abbiamo rappresentato con precisione a famiglie, studenti, lavoratori e Istituzioni le condizioni reali in cui i nostri enti si trovano a operare da mesi. Non ci siamo sottratti al merito. Non lo faremo adesso».
Sempre a parere degli enti, «resta irrisolto il punto centrale di tutta questa vicenda: il mancato pagamento di somme già decretate, già definite “liquidabili” dagli stessi portali regionali – e liquidabili anche grazie a garanzie di fideiussioni straordinaria, come sempre co-obbligate dalla Famiglia Nembrini – relative a più annualità e progettualità già riconosciute. Quelle somme continuano a non essere erogate. Su questo non è possibile sorvolare».
Manifestazione del 15 aprile confermata. Ma c’è un’apertura…
Per questo motivo, sebbene si sia deciso di proseguire l’attività scolastica e formativa, resta confermata la manifestazione di protesta indetta dalle Fondazioni per la giornata di mercoledì 15 aprile, alle 12, davanti alla sede di Regione Lombardia.
Una timida apertura, però, pare esserci. Nello stesso comunicato, infatti, i presidenti degli enti spiegano di «aver già preso atto delle richieste documentali di Regione relative alle annualità correnti, attivate nell’ambito di un controllo di secondo livello».
«Stiamo già provvedendo a trasmettere a Regione Lombardia la documentazione integrativa richiesta: si tratta di un’attività complessa che richiederà tempi tecnici significativi e, per questo motivo, non può tradursi in un ulteriore ritardo nell’erogazione delle risorse già dovute. Confermiamo in ogni caso che stiamo affrontando tale attività, come sempre, con piena collaborazione e senza alcuna resistenza. Proprio in questa direzione, e in accordo con la Regione, sono state inoltre attivate fideiussioni a garanzia, come già richiamato, a supporto dell’anticipazione dei saldi dovuti. È proprio in questo spirito che avanziamo una richiesta formale: l’istituzione di un tavolo istituzionale permanente, con la partecipazione di Regione Lombardia e dei rappresentanti degli enti accreditati, che consenta di affrontare con metodo, trasparenza e continuità le questioni aperte dai pagamenti in sospeso alle procedure di rendicontazione, fino alla definizione di regole certe e condivise per il futuro. Il dialogo non può restare una dichiarazione di intenti: ha bisogno di una sede, di un metodo e di scadenze vincolanti. In questo quadro, poniamo una condizione non negoziabile: a fronte della nostra scelta di continuare a erogare il servizio, i fondi relativi alle attività in corso devono essere sbloccati senza ulteriori indugi».