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Bel progetto

Il “service learning” dell’Istituto Caniana: imparare lavorando al servizio degli altri

Gli studenti hanno messo in campo le proprie competenze in campo grafico e audiovisivo creando un sito web ricco di contenuti per l’Associazione Progetto Comunità di Sotto il Monte

Il “service learning” dell’Istituto Caniana: imparare lavorando al servizio degli altri
Scuola Bergamo, 14 Maggio 2021 ore 01:18

Il “service learning” è partito qualche anno fa negli Stati Uniti e poi si è diffuso velocemente in tutto il mondo. È un metodo pedagogico che permette agli studenti di fare una vera e propria esperienza di apprendimento e, al tempo stesso, di servizio alla comunità. Le competenze apprese nei laboratori e sui banchi incontrano la vita reale, in sostanza. E tutti ne escono arricchiti.

L’Istituto Caniana di Longuelo è realtà di riferimento regionale per il service learning. Il perché lo si evince (anche) dal progetto che sarà presentato domani, 15 maggio, nell’aula consiliare del Comune di Sotto il Monte.

Tutto è cominciato un anno fa, quando c'è stato l'incontro tra l'Associazione Progetto Comunità e la classe 4AS (ora 5AS), del corso professionale in "Promozione Commerciale e Pubblicitaria". In quel momento è emerso il bisogno dell'associazione, operante appunto a Sotto il Monte, di portare avanti una comunicazione efficace e farsi conoscere ad un pubblico più vasto.

L’associazione opera senza fini di lucro sul territorio, valorizzando la cultura locale attraverso l’organizzazione di eventi sociali e culturali (quali, ad esempio, passeggiate e visite) e l’organizzazione di momenti di incontro ricreativi, operando negli ambiti di aggregazione sociale, accoglienza, sensibilità ecologica, sviluppo culturale e civile, solidarietà, dialogo e collaborazione tra cittadini e le diverse componenti del tessuto sociale.

È così partito il progetto di service learning, frutto della collaborazione tra l'associazione e la scuola, grazie al coordinamento del prof. Salvo Zuppardo. L’obiettivo della classe, nel frattempo diventata appunto 5AS, era quello di contribuire a far conoscere l’associazione attraverso la creazione di elaborati grafici e web. Gli studenti hanno realizzato gli elaborati, incontrando periodicamente il Direttivo dell’associazione per un costante confronto, riprogrammando e fronteggiando le difficoltà e gli ostacoli generati dalla pandemia, anche sfruttando l'attività in Dad.

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Risultato del lavoro di più di un anno sono il nuovo logo, il sito progettocomunita.com e gli altri strumenti di promozione, quali i video istituzionali, le locandine e i canali social. Un'attività in cui i ragazzi hanno imparato a donare le loro competenze, che nel frattempo si sono arricchite, a chi si impegna ogni giorno per la promozione culturale locale, crescendo anche come cittadini responsabili e partecipi della vita della loro comunità umana.

«In Dad le relazioni sono state meno formali di quanto non lo siano nella didattica in presenza; spesso i rapporti hanno garantito un reciproco sostegno emotivo oltre che didattico dato il momento di intensa tragicità che la pandemia ha segnato in questo territorio drammaticamente colpito dall’emergenza sanitaria», ha commentato il prof. Salvo Zuppardo.

«Per me è stato un progetto importante perché ha permesso di lavorare tutti insieme ad un progetto unico (team-work), lavori che nella quotidianità scolastica generalmente non avvengono», ha aggiunto Marco Secomandi, classe 5AS.

«Mi ha fatto piacere partecipare all’iniziativa, poiché è in primis un ottima pratica di preparazione al mestiere, ma anche una buona opera di sostegno per le organizzazioni locali», ha detto Nicola Opreni, classe 5AS.