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Insegnanti di sostegno, un centinaio di posti vacanti in Bergamasca a ridosso del nuovo anno scolastico

L'analisi di Cisl Scuola getta luce su un'annosa criticità che rischia di ripercuotersi sulla qualità del percorso degli alunni con disabilità

Insegnanti di sostegno, un centinaio di posti vacanti in Bergamasca a ridosso del nuovo anno scolastico

Con l’avvio del nuovo anno scolastico, il quadro dei posti di sostegno nella provincia di Bergamo evidenzia ancora una volta una criticità che rischia di ripercuotersi sulla qualità e sulla continuità del percorso educativo degli alunni con disabilità: la difficoltà nel reperire docenti specializzati. Cento sono i posti rimasti vacanti nell’organico di diritto e centinaia le supplenze da coprire: ecco l’analisi della segreteria provinciale di Cisl Scuola.

Istituti scolastici bergamaschi in difficoltà

Per quanto riguarda l’organico di diritto, i posti di sostegno rimasti liberi dopo le nomine in ruolo effettuate attraverso i diversi concorsi e gli elenchi regionali e successivamente disponibili per la mini call veloce erano complessivamente 235.

Nessuna disponibilità era invece prevista nella stessa procedura telematica per la scuola dell’infanzia, per la secondaria di primo e di secondo grado. Dei 235 posti disponibili alla scuola primaria, 64 sono stati assegnati attraverso la mini call veloce, mentre ulteriori 71 sono stati coperti attingendo alle GPS di prima fascia. Rimangono pertanto 100 posti che non è stato possibile assegnare attraverso queste procedure.

Il quadro si presenta ancora più articolato considerando l’organico di fatto destinato alle supplenze. In una prima assegnazione, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha attribuito alla provincia di Bergamo 1.441 posti di sostegno, 107 posti nella scuola dell’infanzia, 613 nella scuola primaria, 402 nella scuola secondaria di primo grado e 319 nella scuola secondaria di secondo grado.

Il dato che preoccupa maggiormente è la difficoltà nel reperire docenti in possesso della necessaria specializzazione. Per circa 713 posti rimasti da assegnare, infatti, non c’è una sufficiente disponibilità di candidati specializzati nelle GPS, rendendo necessario il ricorso a docenti privi del titolo di specializzazione sul sostegno.

Il quadro appare invece migliore nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, dove risultano disponibili candidati specializzati in numero sufficiente a garantire una copertura adeguata dei posti assegnati.

Non ancora un quadro definitivo

«I numeri ci dicono ancora una volta che il problema del sostegno non può essere affrontato soltanto in occasione dell’avvio dell’anno scolastico – sottolinea Paola Manzullo, segretaria generale della Cisl Scuola Bergamo -. Il ricorso a docenti privi di specializzazione non è una condizione che possiamo considerare fisiologica: è la conseguenza di una carenza strutturale di personale formato e specializzato. E a pagarne il prezzo rischiano di essere innanzitutto gli alunni con disabilità, per i quali la continuità educativa e didattica è particolarmente importante».

«È positivo che nella scuola secondaria la disponibilità di docenti specializzati consenta una copertura più adeguata – prosegue Manzullo – , ma il quadro della primaria e dell’infanzia deve far riflettere. Occorre aumentare in modo strutturale i percorsi di specializzazione e, nello stesso tempo, rendere più efficaci e tempestive le procedure di reclutamento, affinché i posti disponibili possano essere assegnati a personale adeguatamente formato».

Il quadro, inoltre, non può considerarsi ancora definitivo. Nel corso dell’anno scolastico, come già avvenuto negli anni precedenti, sono previste ulteriori assegnazioni di organico di fatto che potranno determinare nuovi posti disponibili e ulteriori necessità di personale.

«Cisl Scuola Bergamo continuerà a monitorare l’evoluzione delle assegnazioni e delle nomine – conclude la sindacalista bergamasca –, perché dietro ogni numero c’è un alunno, una famiglia e una comunità scolastica. Il diritto all’inclusione passa anche dalla presenza di docenti che abbiano competenze, formazione e la possibilità di assicurare continuità nel percorso educativo. Il sostegno non può essere considerato un’emergenza da affrontare ogni settembre: deve diventare una priorità stabile delle politiche scolastiche».