La lettera

Scuola Bambino Gesù, le famiglie temono il trasferimento: «Carnovali rischia di perdere un presidio storico»

La sede attuale dovrà essere lasciata entro agosto 2027 e l’istituto sarà diviso in due sedi. I genitori chiedono garanzie sulla continuità educativa e chiamano in causa il Comune: «Non possiamo essere lasciati soli»

Scuola Bambino Gesù, le famiglie temono il trasferimento: «Carnovali rischia di perdere un presidio storico»
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Il trasferimento dell’Istituto Bambino Gesù preoccupa le famiglie e apre interrogativi sul futuro del quartiere Carnovali. A farsi portavoce dei timori è un gruppo di genitori, che chiede maggiore chiarezza sulle conseguenze della riorganizzazione scolastica e sulle possibili ricadute per il territorio, in una lettera indirizzata alla nostra redazione.

La comunicazione diffusa dall’Opera Sant’Alessandro il 7 ottobre annuncia che l’attuale sede dovrà essere lasciata entro il 31 agosto 2027, dopo la decisione delle Suore del Bambino Gesù di mettere in vendita l’immobile. Il progetto prevede due sedi distinte: una per il nido e la scuola dell’infanzia, l’altra per la primaria e la secondaria di primo grado. Una soluzione che, secondo i genitori, rischia di complicare sensibilmente la quotidianità di molte famiglie. Chi ha figli iscritti a ordini scolastici diversi potrebbe infatti trovarsi a dover organizzare accompagnamenti e ritiri in luoghi differenti, conciliando orari scolastici, spostamenti e impegni lavorativi.

Navette per il trasferimento

La comunicazione prevede una navetta gratuita di andata e ritorno, ma per i genitori restano diversi punti da chiarire: quali saranno gli orari, chi accompagnerà i bambini e se il servizio sarà garantito a tutte le famiglie e anche negli anni successivi al primo. «Le famiglie hanno diritto a informazioni precise e garanzie concrete», scrivono, chiedendo che le risposte arrivino prima di dover prendere decisioni sul futuro scolastico dei figli. C’è poi la questione della continuità educativa e relazionale. Cambiare sede significa anche lasciare ambienti conosciuti, insegnanti, compagni e abitudini consolidate, con possibili difficoltà di adattamento soprattutto per i più piccoli. Inoltre, il mantenimento degli attuali gruppi e delle classi dipenderà dal numero di adesioni: una condizione che, secondo i genitori, non offre ancora certezze a tutti.

«Un punto di riferimento per Carnovali»

Le preoccupazioni non riguardano soltanto l’organizzazione scolastica. Per le famiglie, infatti, il trasferimento rischia di privare Carnovali di un presidio educativo che da oltre sessant’anni accompagna i bambini dal nido alle medie. «Una scuola non è soltanto un edificio in cui si svolgono le lezioni: è un luogo di incontro, socialità, partecipazione e sostegno reciproco», sottolineano i genitori. La perdita di un servizio di questo tipo, sostengono, potrebbe indebolire i legami tra le famiglie e rendere il quartiere più fragile e isolato.

Da qui la domanda rivolta all’amministrazione comunale: «Dov’è il Comune?». I genitori chiedono di sapere quali iniziative siano state avviate per tutelare le famiglie, se siano state valutate alternative per mantenere almeno una parte dei servizi nel quartiere e se esista un confronto con la proprietà, l’Opera Sant’Alessandro, la Diocesi e i rappresentanti dei genitori. Un appello è rivolto anche alle Suore del Bambino Gesù, all’Opera Sant’Alessandro e alla Diocesi, chiamate a riflettere sulle conseguenze sociali della decisione. La vendita dell’immobile può essere legittima, osservano i firmatari, ma non dovrebbe prescindere dalle ricadute sui bambini e sulla comunità.

Il trasferimento è previsto per il 2027 e, secondo i genitori, c’è ancora tempo per valutare soluzioni alternative. La richiesta è quella di un confronto pubblico, con impegni verificabili e tempi definiti. «Servono risposte chiare, garanzie durature e soluzioni concrete, non soltanto rassicurazioni generiche», concludono.