In attesa del provvedimento

Tetto agli studenti stranieri nelle classi, ecco la realtà (oltre la propaganda) in Bergamasca

La volontà del governo di introdurre un tetto del 30 per cento agli alunni esteri nelle classi ha sollevato grandi polemiche

Tetto agli studenti stranieri nelle classi, ecco la realtà (oltre la propaganda) in Bergamasca

di Elena Esposto

È di pochi giorni fa la notizia dell’introduzione di un tetto massimo del 30 per cento di studenti stranieri nelle classi italiane prevista nel nuovo “Decreto scuola” approvato dal Governo il 24 settembre.

Al momento in cui scriviamo, il testo non è ancora definitivo, ma la bozza ha già sollevato molti dubbi e scatenato da un lato polemiche, dall’altro ovazioni che potrebbero rivelarsi affrettate. Ma andiamo con ordine.

Che cosa si sa finora

Il tetto del 30 per cento, che dovrebbe entrare in vigore a partire dal prossimo anno scolastico, non sarà applicato a tutte le classi, ma solo alle prime di ogni ciclo scolastico e riguarda un target ben preciso di alunni e studenti.

Per la scuola primaria sono da considerare gli alunni stranieri nati all’estero con meno di due anni di scuola dell’infanzia in Italia e analogamente, per la scuola secondaria di primo e secondo grado, gli studenti stranieri che non abbiano frequentato con esito positivo almeno tre anni del sistema scolastico italiano.

Al superamento della soglia sarà compito degli Uffici scolastici territoriali provvedere alla redistribuzione in altre classi o istituti. Anche su questo punto il testo prevede margini di flessibilità, seppur vaghi, che tengono conto del «principio di prossimità e di piena fruizione ed effettività del diritto allo studio, del domicilio dell’alunno o dello studente o delle comprovate esigenze familiari».

Stime non troppo preoccupanti

Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, nella Provincia di Bergamo le scuole che superano il tetto del 30 per cento di alunni e studenti con cittadinanza straniera sono il 17,4 per cento (…)

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