La Commissione Europea ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto della direttiva sul lavoro a tempo determinato nel settore scolastico. Una questione che riguarda da vicino anche Bergamo, dove ormai il precariato rappresenta una componente strutturale del sistema educativo.
Quasi 4 mila precari in provincia di Bergamo
Al centro della contestazione non c’è soltanto l’abuso dei contratti a termine, ma anche la discriminazione retributiva subita dal personale precario, a cui non sono stati riconosciuti gli scatti di anzianità garantiti invece a docenti e lavoratori di ruolo.
All’interno della nostra provincia i lavoratori e le lavoratrici della scuola che possiedono un contratto a tempo determinato sono poco meno di 4.000, numeri che evidenziano quanto il precariato sia diventato essenziale per il funzionamento quotidiano degli istituti.
«Senza precari la scuola non starebbe in piedi»
«Senza quest’esercito di precarie e precari la scuola della nostra provincia non starebbe in piedi – dichiara Fabio Cubito, segretario generale della Flc Cgil Bergamo. – L’Europa ha certificato quello che denunciamo da anni: non può esserci una scuola che si regge su lavoro instabile e, per di più, pagato meno solo perché a tempo determinato. È una discriminazione vera e propria».
Secondo la Flc Cgil, il decreto “Salva Infrazioni” varato dal Governo si sarebbe limitato ad aumentare le indennità previste in caso di abuso dei contratti a termine, senza però intervenire sul nodo centrale: la parità di trattamento salariale durante il rapporto di lavoro e il riconoscimento dell’anzianità di servizio anche per il personale precario.
«Non basta prevedere un risarcimento a posteriori. Serve garantire da subito gli scatti di anzianità in busta paga e valorizzare per intero il servizio svolto anche nelle procedure di immissione in ruolo. Gli anni di lavoro nella scuola valgono allo stesso modo, indipendentemente dal tipo di contratto» – prosegue Cubito.
Ricorsi e tutela legale per chi supera i 36 mesi
Sul territorio bergamasco il sindacato è già impegnato nel supporto ai ricorsi per i lavoratori che hanno superato i 36 mesi di contratti a termine. Concludendo Cubito è intervenuto dicendo che si continuerà l’azione di tutela legale per ottenere il riconoscimento integrale dell’anzianità di servizio, il recupero delle differenze stipendiali non percepite e per contrastare un precariato cronico che ormai è diventato sistema.