Reportage

Viaggio nel mondo delle scuole serali di Bergamo, dove tutti sono accolti

L’Istituto Mamoli ci ha accolti per raccontare i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti. Chiunque ha più di 16 anni può frequentare le lezioni

Viaggio nel mondo delle scuole serali di Bergamo, dove tutti sono accolti

di Elena Esposto

Alle 17 di un martedì pomeriggio, il piazzale dell’Istituto Mariagrazia Mamoli di Bergamo è deserto. Cade una pioggerellina fitta ed è già buio. Uno studente entra dal cancello di via Polaresco, gira dietro l’edificio e scompare all’interno. L’atrio è tranquillo, solo due studentesse che chiacchierano con l’addetta alla reception.

La dirigente Armanda Ferrarini ci viene incontro insieme a Daniela Bianchi, professoressa di spagnolo e responsabile del coordinamento dell’indirizzo serale. «In realtà, la dicitura scuola serale non è più corretta», spiega Ferrarini. Oggi questi corsi ricadono nei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia) istituiti dal Decreto del presidente della Repubblica n. 263 del 29 ottobre 2012.

All’istituto Mamoli l’istruzione per adulti, come la scuola diurna, si articola in due indirizzi: il liceo delle Scienze umane e il professionale Socio-sanitario. Mentre il secondo è un corso attivo da molti anni, quello del liceo è una novità dell’anno scorso. «È stata una scommessa – spiega la dirigente -. Quando abbiamo iniziato non sapevamo cosa aspettarci o quale sarebbe stata la risposta, ma abbiamo riscontrato un buon interesse e molte persone si sono iscritte».

Al piano di sopra, studenti e studentesse del liceo sono già in classe, mentre quelli del professionale arriveranno tra poco. «Le lezioni del liceo iniziano alle 16 e vanno avanti fino alle 21, quelle del professionale dalle 17.40 alle 22.40» racconta Bianchi.

Ferrarini ci guida nelle classi. Da dietro i banchi arrivano occhiate incuriosite, qualcuno si alza all’ingresso della dirigente. Interpellati sul livello di soddisfazione dell’esperienza scolastica, i più rimangono in silenzio o fanno timidi cenni di assenso, ma qualcuno di più coraggioso interviene per dire la sua (…)

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