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Estate, elogio della fontanella. Ecco dove sono le più famose di Bergamo

Niente percorsi oggi, ma un inno d’amore al più grande alleato del corridore, l’acqua

Estate, elogio della fontanella. Ecco dove sono le più famose di Bergamo
Sport Bergamo, 14 Luglio 2020 ore 09:00

Niente percorsi oggi, niente scoperte o conferme della bellezza di viottoli, ciclabili, stradine, ma un vero e proprio inno d’amore al più grande alleato del corridore, l’acqua. Acqua che a Bergamo abbonda e riempie di gioia tutti gli assetati con il grande sollievo che porta nelle stagioni come questa, dell’arsura e della calura.

Cominciamo dalla più famosa di tutte, la Vedovella, in centro, in pienissimo centro e - direte voi - fuori dai percorsi dei runner … fino a un certo punto: chi fa un giro dei colli e poi passa dal Sentierone, chi è andato in Città Alta e scende verso casa, chi transita in direzione di qualche sgambata una sosta la fa sempre o quasi, perché la Vedovella è una specie di rito, un vero e proprio monumento a quell’acqua pubblica che qualcuno vorrebbe far pagare!

Ma la Vedovella è (per quanto vedova) la “mamma” di una prole notevole, apprezzata in qualsiasi stagione, ma soprattutto d’estate. Proviamo a fare una specie di mappa, in cui ne mancheranno tante ma la potrete riempire con le vostre segnalazioni. Cominciamo da un altro appuntamento fisso, Colle Aperto, che divide la sua popolarità con la vasca di pietra che si trova al termine della rampa sotto il Seminario. Due snodi fondamentali per chi corre e due collocazioni collaudate e molto amate, per il ristoro e per la possibilità di appoggiarsi un attimo, alle panchine in Colle Aperto o al muretto sullo spalto per “tirà ‘l fiat”!

Ma da qui in poi è tutta una rete di “ostelli della sete” che sorregge la voglia di correre: in cima alla ripa di San Vigilio un’altra statua verde ci aspetta, sia che saliamo a passo lento sia che corriamo come degli sky runner, in accoppiata con la nicchia che si trova nel quadrivio del corridore, a metà dei Torni in prossimità della Chiesa dei Caduti, dove si può scendere ad Astino, salire per lo Scorlazzone, puntare verso le Piscine per lo Scorlazzino, tornare verso San Matteo o verso Longuelo infilando la Ripa Pasqualina, andare al Pascolo dei Tedeschi… qui un’altra vasca di pietra ci aspetta con uno zampillo a volte un po’ scarso, ma comunque ristoratore soprattutto per chi proviene dalla zona di Sombreno.

La Madonna della Castagna (come ogni Madonna che si rispetti) porta ristoro con una fontanella e un muretto per quattro ciacole in un momento di pausa e poco distante, dopo Villa Agliardi, nel centro storico di Valbrembo la piazzetta ospita un’altra fontanella con punto d’appoggio utile per i più assetati e stanchi.

Lungo il Quisa non ce ne sono, ma c’è anche un bel fresco determinato dall’esposizione a nord e dalla ricchezza della vegetazione, mentre una vera benedizione a metà fra Val Marina e la fine della ciclabile è l’altro totem idrico di Val Verde, in prossimità della zona dedicata ai cani sempre sulla ciclabile.

Chi torna in direzione Mura ne trova una sopra lo spalto dell’Acqua, subito dopo porta Sant’Agostino e se vuole proseguire anche appena dopo Porta San Giacomo, oppure scendendo in Città Bassa può rendere omaggio ad un altro “monumento”, ol Stabel, la fontana sotto i portici meridionali di Piazza Pontida, dedicata a Pietro Ruggeri che meno noto di altri cantò nella lingua del Ducato le gesta della gente orobica.

Beh, non è vino pregiato, ma il corridore lo gusta con piacere, quindi … buone bevute!