sulle orme della Foppapedretti

Il volto giovane del Volley Bergamo 1991: «Vogliamo regalare un sogno alla città»

Presentata questa mattina, giovedì 15 luglio, la società che raccoglie il testimone lasciato da Bonetti. Oltre venti i soci sostenitori

Il volto giovane del Volley Bergamo 1991: «Vogliamo regalare un sogno alla città»
Sport Bergamo, 15 Luglio 2021 ore 13:30

di Federico Rota

Le giovani pallavoliste bergamasche potranno continuare a coltivare il sogno di arrivare a vestire, un giorno, la maglia a tinte rosso-blu nella massima serie. Questa mattina, giovedì 15 luglio, è stata presentata ufficialmente la Volley Bergamo 1991, società che raccoglierà la gloriosa eredità lasciata dalla famiglia Foppapedretti.

«Questo è un sogno che fino a qualche mese fa era impensabile – commenta Andrea Veneziani, amministratore unico -. Sappiamo bene non sarà facile, ma non lo è mai stato. Il patrimonio di questa squadra non poteva finire nel dimenticatoio».

A fare da catalizzatore per il progetto la collaborazione tra Andrea Veneziani, Paolo Bolis e Stefano Rovetta, sostenuti dalle istituzioni cittadine, dai tifosi rossoblù e da oltre venti soci che hanno dato vita alla nuova compagine. Figure a cui si aggiungono sponsor (non soltanto bergamaschi) e partner, fondamentali per la definizione dell’assetto tecnico e per l’ingaggio delle atlete che, ultimate le pratiche per la richiesta d’iscrizione al prossimo campionato di Serie A1, scenderanno in campo durante la prossima stagione.

«È stato un percorso con molti ostacoli – aggiunge Stefano Rovetta, vicepresidente -. Riuscire a coordinare le forze imprenditoriali per regalare a Bergamo la certezza di poter essere ancora protagonista nella massima Serie, però, è stata una missione alla quale non abbiamo mai smesso di credere. Ora dovremo essere il motore che riporti al Palazzetto tutta la città».

Un progetto giovane, pensato per i giovani

Una delle priorità del Volley Bergamo 1991 sarà quella di dare spazio ai giovani talenti bergamaschi. Un dovere, ma anche un’opportunità per assicurare nuova linfa alla squadra, ribadito dalla presidente Chiara Paola Rusconi.

«Il mio personale obiettivo è che i giovani possano continuare ad avere una squadra di riferimento – sottolinea la presidente, imprenditrice e sportiva appassionata, oltre che ex pallavolista per una ventina d’anni -. A Bergamo si respira tanta pallavolo. Pensare ai giovani significa regalare loro un sogno da inseguire, un obiettivo più alto in cui riconoscersi. Desidero che tutti, in città, pensino a questa società come se fosse un po’ anche loro e auspico che ci vogliano bene».

Un progetto completamente nuovo, soprattutto per la genesi della neonata società. «La maggior parte delle squadre di Serie A fanno riferimento a un unico imprenditore – puntualizza Bolis, vicepresidente – difficilmente a cordate o soci appassionati che si sono riconosciuti in un orizzonte comune. Dovremo essere bravi a restare compatti e uniti».

Alla presentazione erano presenti anche il sindaco Giorgio Gori e l’assessore allo Sport Loredana Poli. «Sono particolarmente contento di essere qui oggi – osserva Gori -. Non era scontato. L’Amministrazione ha dato il proprio contributo nei limiti in cui poteva, mettendo a disposizione contatti e relazioni. Il grosso del lavoro è stato fatto dai soci, dagli sponsor, da chi ha contribuito a vario titolo e da Rovetta, Bolis e Veneziani. Sono riusciti a dare continuità a una storia sportiva che ha radicato l’immagine della pallavolo tra i giovani».

La comunicazione e il marketing strategici della neonata società saranno gestiti dallo studio Pernice Comunicazione. Passione per lo sport, tenacia, volontà di rinascita e attaccamento alla città e alla tradizione della pallavolo bergamasca sono condensati anche nel simbolo: i colori rosso e blu, il cuore, la palla da volley, generati da una fenice.

«L’identità vuole rappresentare il più autentico significato sportivo – conclude l’amministratore delegato Andrea Pernice -, la volontà di essere vincenti e al tempo stesso di sapersi continuamente rigenerare, anche di fronte alle avversità».