Entrambi alla guida

In casa Gregis, il 38° Rally Prealpi Orobiche è un affare di famiglia (tra Michele e Federica)

Il 68enne non gareggia da sette anni: «Ringrazio Gualdi, che mi ha dato questa possibilità. Avrei voluto correre con mia figlia, ma i piani sono cambiati»

In casa Gregis, il 38° Rally Prealpi Orobiche è un affare di famiglia (tra Michele e Federica)
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di Leonardo Mologni

«Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano»: così canta Antonello Venditti e proprio questa potrebbe essere la colonna sonora ad accompagnare il ritorno al volante di Michele Gregis. Un nome e una garanzia nel mondo rally, un profilo che ha fatto delle quattro ruote una seconda pelle e una passione da tramandare. Avrebbe dovuto vivere la 38esima edizione del Prealpi come numero uno della commissione sportiva oppure, come accaduto anche in occasione del Mondiale, da apripista. Invece, a sorpresa, un’occasione approcciata con il più classico “carpe diem” lo riporta al via.

A 68 anni, a sette dall’ultima gara (Ronde Città dei Mille del 2017), ma con l’entusiasmo di un giovincello e con tanta voglia di sfida. Lui che, palmarès alla mano, è il più vincente della Bergamasca, con sette trionfi assoluti: il Prealpi nel 1989, nel 1992 e nel 1993; il Città di Bergamo nel 1996, nel 1997 e nel 2000; il Città dei Mille nel 2007.

«Mai sopito il desiderio di rimettere il casco - dice Gregis -. Ringrazio Luca Gualdi che, per una coincidenza, ha voluto assolutamente affidare a me una possibilità che lui non può sfruttare. Allora mi sono messo una mano sul cuore e ho accettato. Anche perché io sarò al via con il numero 7 insieme a Fabio Cortinovis (l’abituale navigatore di Gualdi, ndr), mentre, con il numero 21, mia figlia Federica navigherà Nicola Colombo. Sarà ancor più particolare, visto che saremo sotto la stessa tenda e nello stesso team, l’Erreffe di Agostino Roda».

Federica Gregis, figlia di Michele

Se la 33enne Federica ha esordito a Castelletto di Branduzzo, seppur in un rally su pista, papà Michele ha avuto buone sensazioni dai test, anche se ci tiene a puntualizzare quanto segue: «Ho sentito molti che mi hanno detto che corro per vincere. Non è assolutamente così. Io sono al via per divertirmi sulla mia Skoda R5. Poi il percorso si costruirà dopo ciascuna prova speciale. Ho saggiato la condizione con a fianco il vincitore dell’ultimo Prealpi, Giuseppe Dipalma, e i riscontri sono stati confortanti. Tuttavia, per me conta in primis cogliere l’opportunità che mi ha regalato Gualdi». (...)

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