meningococco e volley femminile

La psicosi tocca anche lo sport. Non vanno a giocare a Sarnico

La psicosi tocca anche lo sport. Non vanno a giocare a Sarnico
Bergamo, 13 Gennaio 2020 ore 07:14

La psicosi della meningite, che ha colpito il Basso Sebino, continua. Anche in campo sportivo. I genitori tengono a casa le ragazze della pallavolo e impediscono loro di andare a giocare la partita prevista in calendario a Sarnico. È successo venerdì scorso 10 gennaio, per il torneo Fipav di Prima divisione. A non presentarsi la squadra “Volleymania” di Nembro. E sabato 11 gennaio la stessa cosa è successa nel torneo di Pallavolo Csi per le miniallieve. Questa volta a non presentarsi a Sarnico è stata la squadra del Cenate Sotto. Spiazzati i rispettivi dirigenti e allenatori delle squadre che si sono dovuti scusare, anticipando la decisione di non presentarsi per non riuscire a formare la squadra, visto che le ragazze non avrebbero partecipato alla gara. Non l’hanno presa bene le ragazze, sia grandi che piccine, di Sarnico. Da giorni, ormai, la zona viene evitata e non solo per questioni sportive. Una certa psicosi c’è, anche se Ats Bergamo ha comunicato che non si tratta di un’emergenza sanitaria. Le telefonate intercorse sono del tipo: «Com’è la situazione lì?», ma la risposta che è tutto sotto controllo e che il programma di vaccinazione procede spedito, evidentemente non basta. Sia la Federazione pallavolo che il Csi hanno deciso di non sospendere le partite e i rispettivi arbitri si sono presentati regolarmente, meno che gli avversari e dunque chi non si è presentato ha perso la partita a tavolino. Non è certo una bella soddisfazione per le ragazze che si sentono il peso addosso di una situazione strana venutasi a creare non si sa ancora come. «Purtroppo – dice Carlo Belussi, presidente della Polisportiva Sarnico e responsabile della sezione volley – circola troppo allarmismo con informazioni sbagliate. Nemmeno lo sport riesce a sconfiggere questa dilagante psicosi».

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