Intervista sulla nuova stagione

Il sorriso e la carica di Sara Loda l’anima bergamasca della Zanetti

Il sorriso e la carica di Sara Loda l’anima bergamasca della Zanetti
05 Ottobre 2019 ore 09:15

Manca sempre meno al via del campionato italiano di pallavolo femminile che vedrà ancora una volta ai nastri di partenza la Zanetti Bergamo a caccia di un riscatto dopo le ultime deludenti stagioni che non l’hanno vista conquistare né i quarti di finale di Coppa Italia, né i play-off scudetto. Fra le poche conferme della passata stagione, c’è la bergamasca Sara Loda, schiacciatrice classe 1990 pronta a iniziare la seconda stagione della sua terza parentesi con la maglia di Bergamo (la prima nelle giovanili, la seconda invece avvenuta da gennaio 2014 all’estate 2015).

Loda, cosa significa per lei vestire la maglia della squadra della propria città?

«Per me è sempre una grande emozione. Sin da piccola, ricordo che a scuola ci chiedevano quale fosse il nostro desiderio su cosa fare da grandi e io rispondevo che volevo giocare nella Foppapedretti Bergamo, ossia il sogno di tutte le bambine bergamasche che all’epoca praticavano la pallavolo. Quindi per me vestire la maglia della Zanetti è un sogno che si realizza».

È cresciuta con qualche idolo?

«Sicuramente Francesca Piccinini».

Che idea si è fatta sul suo ritiro?

«Secondo il mio punto di vista avrebbe potuto continuare a giocare perché è ancora una giocatrice in grado di fare la differenza. Anche l’anno scorso lo ha dimostrato vincendo la Champions League. Poi credo che sentisse il desiderio di realizzarsi anche fuori della pallavolo, quindi ha preso questa decisione».

L’anno scorso, qui a Bergamo, non è andata come ci si aspettava. Cosa è mancato per colmare quel gap che avrebbe consentito di centrare almeno i play-off?

«Nei singoli anche la stagione passata eravamo una buona squadra, tanto che non vedo grosse differenze con il roster di quest’anno. Non ha funzionato però il giocare da squadra e affrontare le partite come tale. Abbiamo giocato troppo da singoli, anche se eravamo un buon gruppo e stavamo bene insieme. Abbiamo alternato ottimi sprazzi a momenti negativi e, sostanzialmente, siamo…

 

Articolo completo a pagina 22 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 10 ottobre. In versione digitale, qui.

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