Pallone d'Oro 2026

Tra bancone e campo: il cuore di Filippo Bonacina batte nel centrocampo del Città di Alzano

Il terzo candidato alla nostra iniziativa per la Seconda e Terza Categoria è il 24enne mediano della formazione seriana. È anche barista

Tra bancone e campo: il cuore di Filippo Bonacina batte nel centrocampo del Città di Alzano

Il calcio di provincia si lega alle realtà che rappresenta. Per Filippo Bonacina, centrocampista classe 2001, giocare nel Città di Alzano significa rappresentare con onore il suo paese. Cresciuto nella scuola calcio di quella che allora si chiamava Immacolata Alzano, non ha mai smesso di indossare la stessa maglia. Anche quando le cose si complicavano, anche quando qualcuno giocava più di lui: «Sono sempre rimasto, e non me ne sono mai pentito».

Il centrocampista 24enne è il terzo candidato al Pallone d’Oro 2026 Seconda e Terza Categoria di PrimaBergamo, l’iniziativa con cui vogliamo accendere i riflettori sul calcio dilettantistico dei nostri Comuni e premiare non solo i migliori in campo, ma chi sa rappresentare con passione e valori lo sport che amiamo. Ogni settimana troverete una nuova storia sul giornale in edicola, con il coupon da ritagliare e farci avere. Potente anche inviare prova fotografica del voto effettuato inviando una mail a redazione@primabergamo.it oppure un messaggio WhatsApp al 3500282362. Stessi riferimenti per candidare un giocatore, ma in questo caso nella mail o nel messaggio vi chiediamo di indicare nome del giocatore, club e un recapito.

Il barista di Alzano Lombardo

Bonacina ha messo radici profonde nel suo paese. Gestisce il Caffè Fantoni ad Alzano Lombardo, un bar diventato quartier generale informale della squadra. «Dall’anno scorso i miei compagni vengono qua dopo le partite. Quest’anno più degli altri, perché sta andando particolarmente bene». Dal bancone sente il polso del paese, raccoglie l’entusiasmo dei cittadini e, in questo periodo, anche la “pressione” del derby: «Ho anche tifosi dell’Alzanese che passano qui e con cui non mancano scambi di battute».

Sei anni dietro al bancone, da quest’anno anche proprietario. «Mi sento pienamente al centro di questa città. Un po’ per il lavoro, un po’ per quello che faccio dentro la società». Perché Bonacina è un ragazzo serio e volenteroso, che mette l’anima in tutto quello che fa.

Il progetto Città di Alzano

La società è nata nel 2022 da un’idea del presidente Mauro Persico, che ha portato avanti il progetto con pazienza fino alla recentissima fusione con la storica Immacolata Alzano, centenaria nel 2021. L’unione ha permesso di iscrivere per la prima volta una prima squadra in Seconda Categoria. Oggi il Città di Alzano conta circa 400 tesserati, nove squadre giovanili e quattro formazioni dilettantistiche. «Sono cresciuto nell’Immacolata, con la rivalità per l’Alzanese – racconta sorridendo Bonacina -. C’è tutt’oggi un bel clima di tensione che tiene vivo il paese». E domani (domenica 29 marzo) ci sarà proprio il derby.

«Abbiamo una tifoseria da invidiare per la Seconda Categoria – dice con gli occhi che si illuminano il ragazzo -. C’è gente che si prende i permessi dal lavoro per non saltare una partita, che viene in trasferta a sostenerci. Ci danno una spinta che non si può comprare».

Oltre le aspettative

A inizio anno, l’obiettivo era arrivare ai play-off. Adesso il Città di Alzano è in vetta al Girone B con 62 punti, a un passo dalla Prima Categoria. «Non ce l’aspettavamo – ammette Bonacina -. All’inizio abbiamo fatto fatica, avevamo tanti giocatori nuovi da integrare. Poi le cose sono andate bene, qualche passo falso delle avversarie e ci siamo ritrovati qui». E ora? «Adesso sta solo a noi non buttare via tutto».

Il merito è di tutti, «da mister Stefano Scarpellini al suo secondo Matteo Deretti, dal preparatore atletico Massimiliano Gafforelli alle figure degli accompagnatori Lorenzo Carrara e Samuele Di Noia. E soprattutto al presidente Persico e al ds Davide Salerno, che ha costruito un gruppo di amici prima ancora che calciatori. Tutti ci sentiamo parte integrante della squadra e della società. Questo è davvero stupendo».

La forza del gruppo

«Siamo venticinque ragazzi, tutti brave persone. La nostra forza sta nel gruppo». Legami costruiti partita dopo partita, visibili anche fuori dal campo. «Una volta mi sono fatto male e quattro o cinque compagni sono passati al bar a chiedermi come stavo. Piccoli gesti che dimostrano tanto». Filippo, come tutti, vorrebbe giocare sempre: «Quando vai forte in allenamento e non scendi in campo, è sempre un boccone amaro. Ma è giusto che decida il mister. Quest’anno non posso lamentarmi: nel mio ruolo c’è Semperboni, forse il giocatore più forte con cui abbia mai giocato». E finché i risultati ci sono, il resto passa in secondo piano. «Preferisco stare in panchina se la squadra ottiene belle soddisfazioni».

«Sento di rappresentare a pieno i valori del Città di Alzano – conclude Bonacina -. Se c’è una società che quest’anno merita un riconoscimento, siamo noi. Non per quello che ho fatto io, ma per ciò che abbiamo costruito tutti insieme come squadra».