C’è stato un tempo in cui gli stranieri che venivano guardati con diffidenza eravamo noi. Un’epoca in cui lasciare l’Italia significava affrontare pregiudizi, sacrifici e incertezze, ma anche coltivare la speranza di costruire un futuro migliore. È da questa memoria collettiva che prende vita “Ritals – Quando i migranti brutti, sporchi e cattivi eravamo noi”, lo spettacolo in programma venerdì 24 luglio 2026 alle 20.30 nella Corte Sant’Anna di Clusone. L’ingresso è libero e gratuito; in caso di maltempo l’evento si terrà nella Sala Legrenzi.
Una storia vera tra amore ed emigrazione

Promosso dal Comune di Clusone, lo spettacolo è tratto dal libro di memorie O mia patria di Nicole Cordier e racconta la storia vera dei nonni dell’autrice, Giacinto e Henriette, attraverso le lettere che la donna scrive alla cugina Emilie.
Giacinto, emigrato bergamasco in cerca di fortuna, incontra Henriette, una giovane francese rimasta sola e segnata dalle difficoltà della guerra. Il loro amore, nato a Delle, in Francia, diventa il simbolo della capacità di superare diffidenze, barriere linguistiche e le tensioni di un’Europa ormai vicina a un nuovo conflitto mondiale.
Teatro e musica per raccontare le migrazioni
Attraverso parole e musica, “Ritals” accompagna il pubblico in un percorso che intreccia la piccola storia di una famiglia con quella, ben più ampia, delle migrazioni. Un racconto che invita a riflettere su temi ancora attuali come povertà, lavoro, accoglienza e ricerca di un futuro migliore, creando un ponte tra il passato e il presente.
Le canzoni d’autore diventano parte del racconto
A dare voce alla narrazione sarà l’attrice Alessandra Ingoglia, affiancata dai musicisti Fabio Bertasa e Francesco Moro, che interpreteranno dal vivo alcune delle più significative canzoni d’autore italiane.
Le musiche di Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Gianmaria Testa e Italo Calvino accompagneranno infatti la narrazione, trasformandosi in una seconda voce del racconto. Non un semplice sottofondo musicale, ma una presenza capace di amplificare le emozioni e coinvolgere il pubblico in un viaggio tra memoria, identità e speranza.