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L'escursione consigliata

Il monte Chierico, una vetta dimenticata che regala pace, silenzio e panorami sconfinati

Divide la Val Carisole dalla Val Sambuzza e a nord si collega alla cresta che unisce il Corno Stella al Passo di Publino e poi al pizzo Zerna

Il monte Chierico, una vetta dimenticata che regala pace, silenzio e panorami sconfinati
Escursioni Val Brembana e Imagna, 27 Ottobre 2021 ore 09:15

di Angelo Corna

Le Orobie "nascondono" anche montagne dimenticate: di loro non resta che un semplice puntino su una mappa, un nome che non viene più preso in considerazione. Spesso, gli escursionisti prediligono montagne più alte e belle, difficili o dalle linee affusolate. Il monte Chierico è una di queste: divide la Val Carisole dalla Val Sambuzza, a nord si collega alla cresta che unisce il Corno Stella al Passo di Publino e poi al pizzo Zerna, montagne molto più famose e blasonate. Non ci sono croci a indicarne la vetta, solo un piccolo omino di sassi e un bellissimo skyline sulle principali vette della Val Brembana.

Se cercate pace e silenzio, panorami sconfinati e bellezza, allora il monte Chierico è la montagna giusta.

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Possiamo scoprire questa vetta dimenticata con partenza dal borgo di Carona. Raggiunto il punto più alto del paese imbocchiamo il segnavia Cai 210, tracciato che conduce anche ai rifugi Calvi e Longo. Si risale inizialmente su strada asfaltata, fino a raggiungere il caratteristico borgo di Pagliari; il panorama si apre sulle bellezze della valle, mostrando le prime montagne che coronano la zona.

Continuiamo a salire, fino a toccare la suggestiva cascata della Val Sambuzza, che costeggiamo in costante salita. Dopo alcuni tornanti appare la Baita Birone dei Dossi e, poco lontano, in prossimità di una piccola fontana, un cartello indica la nostra prossima destinazione: la Valle Sambuzza e il Passo del Publino.

Abbandoniamo la carrareccia e pieghiamo a sinistra; il sentiero continua tra i colori del bosco, ora marchiato dal segnavia Cai 209. Risaliamo tra le bellezze di una valle dimenticata, costeggiando antichi casolari e suggestive malghe ristrutturate, fino a raggiungere, dopo circa un’ora dalla partenza, la Baita Vecchia (metri 1860), un tempo ricovero dei pastori e oggi punto di partenza per la vetta del monte Chierico…

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