L'escursione consigliata

Tra le sei e le sette ore di cammino, 20 km e 1.500 metri di dislivello: fin sui monti CaBianca e Madonnino

Queste vette, situate sullo spartiacque tra la Val Brembana e la Val Seriana, rappresentano una meta classica per gli escursionisti esperti

Tra le sei e le sette ore di cammino, 20 km e 1.500 metri di dislivello: fin sui monti CaBianca e Madonnino

di Angelo Corna

I monti CaBianca e Madonnino sono due tra le vette più famose delle Alpi Orobie, situate sullo spartiacque tra la Val Brembana e la Val Seriana. Rappresentano una meta classica per gli escursionisti esperti, grazie soprattutto alla possibilità di concatenarle in una spettacolare traversata in cresta. Tuttavia, i meno esperti possono comunque raggiungere la base di queste montagne e godersi il piacere di una ciaspolata in mezzo alla natura.

Sole e neve

Il percorso classico trova partenza da Carona, in alta Val Brembana. Il sentiero, marchiato dal segnavia Cai 210, risale con chiare indicazioni in direzione del famoso rifugio Calvi. Tante sono le bellezze che ci accompagnano lungo il tragitto e che ci porteranno, in poco più di due ore di cammino, presso l’invaso artificiale del Lago di Fregabolgia.

Qui, a 1.800 metri di quota, l’ambiente ci offre ancora uno spettacolo dal tipico sapore invernale. La conca, completamente innevata, si presenta agli occhi degli escursionisti come una cartolina. I meno allenati possono fermarsi al cospetto delle montagne più belle delle Val Brembana: sicuramente non resteranno delusi.

Il monte CaBianca

Alla nostra destra si erge l’imponente parete del monte CaBianca. Solo gli esperti possono sfidare questo versante: in tal caso si attraversa il coronamento della diga e si continua fino a raggiungere le verticali pareti della montagna. Armati di piccozza e ramponi si risale il canale, che ha pendenze di circa 40°/45°. La parte più alta è spesso caratterizzata da una bella cornice di neve, che dal basso sembra insuperabile, ma in realtà è agevole.

Sbucati dal canale, per ampia e facile cresta si arriva in pochi minuti alla vetta, dove a 2.601 metri troviamo una campanella commemorativa. Dalla vetta possiamo ammirare una corona di gruppi montuosi: Adamello, Presolana, Guglielmo e lago d’Iseo, tutto il gruppo del Poris-Cabianca, il Pizzo tre Signori, il Monterosa, Disgrazia e Bernina, fino al vicinissimo Pizzo del Diavolo di Tenda.

Per la discesa si può tornare dal canale, oppure percorrere la cresta opposta (est) fino a raggiungere una spalla e un ripido pendio, che degrada in direzione dei laghetti sottostanti e del rifugio fratelli Calvi.

Il monte Madonnino

Ciaspolatori ed escursionisti possono lasciare la parete nord del CaBianca agli esperti, e continuare invece lungo il tracciato classico, che costeggia la diga lungo la sponda sinistra in direzione del rifugio Calvi e del Passo di Portula. Raggiunta la storica capanna, una pausa è d’obbligo, anche solo per ammirare il panorama.

Recuperate le energie proseguiamo lungo il segnavia Cai 226, attraversando la conca sottostante: il sentiero prosegue inizialmente in falsopiano, inerpicandosi poi con fatica in direzione del passo, valico che mette in comunicazione la Valle Brembana con la Seriana. Seguendo la traccia lasciata nella neve, prestando la massima attenzione alle cornici presenti, raggiungiamo la vetta del monte Madonnino, dove ad attenderci a 2.504 metri di quota troviamo una statua raffigurante la Vergine Maria e un panorama mozzafiato, che spazia su tutte le valli bergamasche.

Possiamo scoprire questa bellissima montagna anche con partenza dalla Val Seriana. La gita si snoda lungo il segnavia Cai 228, sentiero conosciuto per il famoso Giro dei Laghi di Valgoglio. In costante salita si raggiunge dapprima il lago Succotto, successivamente il rifugio Baita Cernello e il suo omonimo lago.

Per raggiungere la nostra montagna continuiamo lungo il sentiero Cai 230, che si snoda alle spalle del rifugio, abbandonando il precedente tracciato che prosegue invece nel Giro dei Laghi. Traccia su neve raggiungiamo il Passo di Portula, per poi raggiungere con un ultimo sforzo la vetta del monte Madonnino.

Conclusioni

I monti CaBianca e Madonnino possono essere concatenati, a patto di essere alpinisti o escursionisti esperti. Il percorso si svolge prevalentemente in cresta ed è da percorrere solo in condizioni ottimali, con adeguata attrezzatura e preparazione. Questo tracciato ricalca le orme del famoso Trofeo Parravicini e può essere percorso da ovest a est, o viceversa.

Per raggiungere i monti Cabianca e Madonnino sono necessarie dalle 6 alle 7 ore di cammino (andata e ritorno), per un totale di circa 20 chilometri e 1.500 metri di dislivello positivo. I tempi sono indicativi e possono variare a seconda delle condizioni della neve, dell’allenamento e del percorso scelto. Ricordiamo sempre di documentarsi sulle condizioni meteo e sullo stato dei sentieri.