L'escursione consigliata

Una gita per scoprire perché il Pizzo del Diavolo di Tenda è il principe della Val Brembana

Alto e maestoso, simbolo di questa parte delle Orobie, viene spesso nominato come il "Cervino bergamasco". E raggiungerne la vetta non è semplice...

Una gita per scoprire perché il Pizzo del Diavolo di Tenda è il principe della Val Brembana
Escursioni Val Brembana e Imagna, 01 Settembre 2021 ore 09:15

di Angelo Corna

Di certo non ha bisogno di presentazioni. Alto e maestoso, simbolo della Val Brembana e delle Orobie, il Pizzo del Diavolo di Tenda viene spesso nominato come il "Cervino bergamasco": la sua linea, affusolata e quasi perfetta, rispecchia perfettamente la forma di una piramide, qualunque sia il lato da qui lo si osservi. Naturalmente, raggiungerlo non è una passeggiata: solo i più esperti ne vincono la cima, alta ben 2914 metri. Il percorso, che tocca i 25 km e i 1900 metri di dislivello positivo, mette a dura prova anche i più allenati.

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Sono passati 151 anni dalla prima ascesa a questa stupenda montagna e ancora oggi gli escursionisti osservano con enorme rispetto il principe della Val Brembana. Il primo a vincerne la cima fu il medico valtellinese Alessandro Rossi, che nel lontano settembre del 1870 risalì lungo la Val d’Ambria passando dalle Baite di Cigola fino a raggiungere la Bocchetta di Podavit e la cresta nord-ovest, ancora oggi via normale di ascesa.

Un ambiente mistico e quasi surreale, fatto di rocce, strapiombi, creste mozzafiato e panorami a fil di cielo ci porta alla scoperta del Belzebù bergamasco.

Ancora oggi la via normale di ascesa trova partenza dalla Bocchetta di Podavit, raggiungibile sia dal Rifugio Longo che dal Rifugio fratelli Calvi; entrambe le strutture possono offrire un ottimo punto d’appoggio per chi volesse dividere l’escursione in due giorni o semplicemente scoprire le bellezze della valle.

Consigliamo di partire dal rifugio Longo; raggiunto quest’ultimo, il sentiero continua in direzione del Passo di Selletta, dove è possibile gustare una vista stupenda su tutta la Conca del Calvi e le sue montagne. Si prosegue lungo il segnavia Cai 248 attraversando la mistica Val Camisana in direzione del vicino Passo di Valsecca. Qui, tra rocce, dirupi e stelle alpine, nasce il fiume Brembo. Il percorso continua in falsopiano, portandoci ad attraversare sfasciumi e macerati, spesso sotto l’occhio attento degli stambecchi, veri custodi di questa bellissima valle. Raggiunta la Bocchetta, a quota 2624 metri di altitudine, possiamo concederci una pausa prima di affrontare la parte più difficile dell’ascesa…

L’articolo completo, con i percorsi e le bellezze della zona, lo potete leggere sul PrimaBergamo in edicola da venerdì 3 settembre