Uno è già stato venduto

All’asta il pianoforte di Casablanca (lo sapevate che sono due?)

All’asta il pianoforte di Casablanca (lo sapevate che sono due?)
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La storia è una storia d’amore, un po’ la solita: lui che l’ha amata una volta – e per sempre -, lei che intanto si è risposata – l’ha amato almeno una volta, se non proprio per sempre? – . Si ritrovano, dopo anni, a Casablanca (occupata dai Tedeschi), in un esotico locale per ricchi che ha un nome francese, il Café Americain. Il proprietario è lui, Rick Blaine (Humphrey Bogart) – giacca bianca e papillon scuro -, e abita al piano superiore. Tra i tavoli del locale c’è un pianoforte, lo suona Sam (Dooley Wilson), il musicista e cantante di colore che ha accompagnato Rick da Parigi. Quella volta in cui Rick aveva cercato di mettere distanza tra la guerra e la vita. Per sprofondare nel quotidiano tormento della nostalgia.

Lei naturalmente è bellissima, si chiama Ilsa (Ingrid Bergman), e quando ricompare non può che farlo con stile: «Suonala una volta, Sam, in ricordo dei vecchi tempi», chiede al pianista. Quando Sam finge di non capire, per cercare di lasciare il passato dove sta, lei intuisce che a proibirgli di suonarla è stato Rick. E ovviamente insiste: «Suonala, Sam. Suona As time goes by (Mentre il tempo passa)». Lui – Rick -, prima se la prende col pianista, poi, di notte, prova a fare quello che c’è riuscito, ad andare oltre: «L’hai suonata per lei, puoi suonarla per me. Se lei può sopportarlo, anche io posso! Suonala!».

Questo pianoforte, quello del Café Americain (verticale, legno chiaro e colorati fiori déco), sarà messo all’asta il 24 novembre 2014 a New York. Ad annunciarlo è la casa d’aste Bonhams. La cifra – dicono – potrebbe raggiungere i sette zeri. Per ora, lo strumento fa parte di una collezione di un privato e verrà venduto assieme ad altri oggetti e arredi del film, ad esempio gli interni del Café Americain.

Ma di pianoforti, in Casablanca, ce ne sono due. E uno sta, appunto, nel passato. Quando i due protagonisti si fermano a ricordare il passato, ripensano alla canzone, a Sam che la suonava sempre per loro nido d’amore parigino. Ascoltano il Tempo che passa. E poi ascolteranno quello perduto. Anche perché la storia non finisce bene, lei va, lui resta – ma dai -. Se non altro, si dicono, «avremo sempre Parigi». Segue scena finale del trench e dei cappelli eleganti, carezza e lacrime d’addio in bianco e nero.

Il secondo pianoforte, quello di Parigi (verde acqua, qualche pannello dorato, linea pulita), è già stato venduto da Sotheby a New York, a dicembre 2012, per 600mila dollari. Il proprietario, un collezionista giapponese che l’aveva acquistato negli anni Ottanta (pagandolo 154mila dollari) sperava, in realtà, di ricavarne almeno 1 milione e 200mila, anche sfruttando il fatto che la vendita cadesse nel settantesimo anniversario dell’uscita del film nelle sale (1942). E invece, altra occasione perduta.