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Arriva il D-Festival: a Daste cinque giorni dedicati all’Alzheimer

Da venerdì 17 a lunedì 19 settembre si svolge la seconda edizione dell’evento, che mette al centro la demenza senza pregiudizi

Arriva il D-Festival: a Daste cinque giorni dedicati all’Alzheimer
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D come Daste, D come disorientamento, D come D-Festival. All’ex centrale di Daste, da venerdì 16 a lunedì 19 settembre, l’appuntamento è con una cinque giorni dedicata al mondo del disorientamento. Esposizioni, performance, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e workshop, dedicati alla trasformazione di spazi e luoghi, cercheranno di far capire alle persone che non è impossibile "vivere con demenza", a patto che ci sia una comunità di supporto della persona in sé come dei familiari.

Importante la testimonianza di Sara Fascendini, geriatra, direttrice del centro Alzheimer Ferb onlus, tra gli organizzatori dell’evento, che sottolinea: «Uno dei problemi più gravi che ci troviamo ad affrontare da operatori del settore nella nostra quotidianità è lo stigma sociale che circonda le persone con demenza. Una manifestazione come il D-festival rappresenta per noi un supporto fondamentale nella lotta allo stigma e nella diffusione di una maggior consapevolezza civile sul problema delle demenze».

L’inaugurazione è venerdì 16 settembre dalle 18.30 con la prima visione di “Do u Remember” di Luca Scavone, nel cinema all’interno di Daste. Si tratta di un’installazione artistica in cui un software disgrega visivamente la fotografia rendendo tangibile visibile ai non malati di demenza capire cosa invece chi ne è affetto può vedere e sentire. Il lavoro si basa su una teoria scientifica, la più accreditata i questo campo, che prende il nome di Coneway.

Sabato, ore 14.30, l’Accademia Carrara e il Centro Eccellenza Alzheimer di Ferb onlus proporranno un laboratorio rivolto direttamente a persone con Alzheimer e ai propri caregiver, dove i dipinti diventano un sorprendente, inedito strumento per intessere dialoghi, sollecitare ricordi, donare e ricevere sostegno. Alle 16.30, D-Festival si sposta alla Gamec con laboratorio aperto a tutti “Posto fisso 2.0”, mentre alla sera a Daste andrà in scena l’ironico monologo teatrale «Mamma a carico. Mia figlia ha 90 anni». Due i film proposti di domenica, insieme ai laboratori per bambini e alla “cena disorientante”, mentre lunedì si conclude con un momento tra addetti ai lavori e la proiezione del docufilm «It is not over yet». Il programma completo con tutti gli appuntamenti nel dettaglio è visibile qui https://www.dastebergamo.com/d-festival/. Per alcuni eventi è consigliata la prenotazione a  eventi@dastebergamo.com.

L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Bergamo, Marcella Messina, aggiunge: «Si stima che a Bergamo siano 3.000 le persone colpite da demenza, su un totale di circa 30.000 over 65, e 5.000 sul nostro territorio i pazienti con Alzheimer, la causa più frequente di demenza. Per queste ragioni il Comune di Bergamo ha aderito di recente alla rete “Dementia Friendly Community” e avviato il progetto sperimentale “Bergamo Città Amica delle Persone con Demenza” con lo scopo di perseguire un processo di cambiamento sociale per sconfiggere il pregiudizio e creare integrazione nella comunità. Inoltre, come capofila di Ambito, ha realizzato “Una rete per la demenza", una guida per i cittadini in cui sono indicati i centri per la diagnosi e presa in carico delle persone con questa patologia e le loro famiglie».

La seconda edizione del D-Festival metterà quindi al centro il tema della demenza, sottolineandone l’assoluto rilievo sul piano sanitario e sociale. La vita delle persone che ne sono affette cambia non solo per le conseguenze legate alla malattia, ma anche nelle relazioni interpersonali e nell’impegno delle famiglie. Occasioni di riflessione collettiva come questo spesso possono diventare luoghi prolifici di nuove idee e proposte originali.

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