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Bergamospia (si dice, non si dice) Botte sul Gleno, silenzio sui Riuniti

Bergamospia (si dice, non si dice) Botte sul Gleno, silenzio sui Riuniti
Eventi 29 Luglio 2015 ore 05:32

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Bossetti dorme bene e ingrassa pure (dice la Corte)
dunque può restare tranquillo dietro le sbarre 

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Suicidio? Macché. Massimo Bossetti in carcere sta benone: dorme come un ghiro ed è persino ingrassato due chili. Dunque può restare comodamente in cella, altro che domiciliari in una comunità. Così parlò la Corte d'Assise nel respingere la richiesta presentata dai legali del muratore dopo il giallo del presunto tentativo di suicidio di settimana scorsa.

Giudicato “senza riscontro” il parere del noto psichiatra Alessandro Meluzzi, che incontrando Bossetti l'aveva invece trovato «in condizioni gravissime». La direzione del carcere ha spiegato ai giudici che non solo non c'è mai stato l'insano gesto, ma che lo stesso detenuto «esclude esplicitamente intenti autolesivi». Il suo malessere sarebbe riconducibile unicamente alla (presunta) infedeltà della moglie. Passerà. Meluzzi aveva chiesto che la Corte sottoponesse a perizia il presunto killer di Yara, ma secondo i giudici non ce n'è bisogno. «L'avrebbero disposta persino in Burundi» ha brontolato lo psichiatra al Corriere. Se Bossetti resta dietro le sbarre – dice la Corte -, in fondo, è per il suo bene. Solo in cella il suo stato psichico è sottoposto a «costante monitoraggio». In una comunità «difficilmente potrebbe essere seguito con la stessa attenzione». Sogni d'oro e buon appetito, caro Bossetti.

 

“Indovina chi è incompatibile” 
La politica scopre il gioco dell'estate

Foto-box_Gianni-Scarfone

“Indovina chi è incompatibile” è il gioco estivo della politica bergamasca. Dopo l'uscita di Piccinelli dalla Sacbo per l'impossibilità di continuare a sovrapporre la carica di consigliere a quella di senatore, tocca al centrodestra andare a caccia di “abusivi” della poltrona. Forza Italia punta il dito su Filippo Simonetti e Gian Battista Scarfone, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Teb: secondo il consigliere comunale Stefano Benigni c'è incompatibilità con il loro ruolo in Atb. Il sindaco Giorgio Gori però risponde che non è così, ricorrendo a sottili distinguo di diritto amministrativo. Il teatrino, involontariamente, fa luce su quanto accade regolarmente dietro le quinte: le nomine se le contendono sempre i soliti noti, spesso finendo per l'appoggiare il prestigioso lato B su più poltrone contemporaneamente. Un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.

 

Veleno nel piatto dei Maestri del Paesaggio 
La finale di Green Food diventa un giallo

ricetta vincitrice 2015

La polemica è servita in tavola. A scatenarla è la food blogger sarda Daniela Mammano, finalista del concorso culinario “Green Food” organizzato in pompa magna dai Maestri del Paesaggio. La sua ricetta – accusa lei - non è stata interpretata come Dio comanda dagli chef incaricati di realizzare i piatti dei concorrenti. “Hanno servito una sorta di cotoletta fredda al posto del mio filetto di maiale” rivela al sito “La Donna Sarda”. Lo stesso sarebbe accaduto anche agli altri finalisti. “Tutti i piatti sono stati rivisitati in peggio, ad eccezione di uno, quello del vincitore”. Trattasi di Luca Uria, cuoco amatoriale che ha trionfato con “Tartare di zucchine e gelatina di more”. Facendo però infuriare anche un'altra blogger, la milanese Giulia Giunta. Dice quest'ultima che si tratta di farina del suo sacco e non si spiega come sia finita nel piatto di Uria. “Racconto questa storia - commenta Daniela - non certo perché volessi vincere ad ogni costo, ma perché mi dispiace che ci sia stata tanta approssimazione, della quale non capisco il motivo”. Magari i Maestri avranno voglia di spiegarlo.

 

I profughi tornano al vecchio Gleno 
Cortina di silenzio sugli ex Riuniti

Ex Ospedali Riuniti

Come anticipato da Bergamospia, i profughi stanno per tornare al Gleno. L'Eco si affretta  a precisare che non ci sono ancora richieste ufficiali, mentre il Corriere afferma che la Prefettura (con l'appoggio di Gori, pare) ha già chiamato il cda della casa di riposo, che si esprimerà venerdì sull'utilizzo delle vecchie strutture dismesse. È lì che dovrebbero finire i richiedenti asilo attualmente accampati nelle palestre. Il centrodestra, come da copione, è andato su tutte le furie. La Lega, figuriamoci, è già sulle barricate. Sorprende, tuttavia, che lo stesso non accada per gli ex ospedali Riuniti. Area enorme, attrezzata, libera subito. Eppure nessuno la chiede e nessuno se ne stupisce. I Riuniti sono destinati alla Guardia di finanza, ma intanto giacciono inutilizzati. Curioso. I padani continuano a ripetere “Prendeteli a casa vostra”, ma non hanno nulla da dire quando lo Stato si dimentica di aprire le porte del suo giardino.

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