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Bergamospia (si dice, non si dice) È morto l'architetto Spagnolo

Bergamospia (si dice, non si dice) È morto l'architetto Spagnolo
Eventi 21 Luglio 2015 ore 14:01

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Addio all'architetto Spagnolo

Roberto Spagnolo-4

L’architetto Roberto Spagnolo, stimatissimo a Bergamo, si è spento all’ospedale di Pavia, dove era ricoverato da qualche settimana in terapia intensiva. Originario di Brindisi, aveva un affermato studio in città e insegnava al Politecnico di Milano Composizione architettonica. A dare la notizia per primo è il quotidiano online Brindisi Report, seguito poi dalle testate d’informazione bergamasche. Spagnolo lascia la moglie Manuela Bandini e un figlio, Tommaso, coi quali viveva a Bergamo in via Moroni. In città, l’architetto è ricordato per aver lavorato al progetto di sistemazione di piazza Pontida, mentre si sfilò dalla cordata di architetti che ideò il Triangolo. «Ho ricordo di lui come di un architetto che ha formato, attraverso la sua attività di insegnamento universitaria e i seminari, più di una generazione di architetti, insegnando loro l’idea che questo mestiere è nobile e dall’alto contenuto culturale», spiega a Bergamopost Francesco Valesini, assessore alla riqualificazione urbana di Bergamo e studente di Spagnolo durante gli anni di università al Politecnico di Milano. «Spagnolo sapeva offrire questo, in particolare, nei rapporti. Appartiene a quella categoria di architetti che non ha realizzato, forse, quanto era opportuno in termini di quantità, ma ha saputo colmare ciò attraverso il suo insegnamento, che è sempre stata testimonianza del suo approccio. Lo stesso che lo aveva ispirato nel lavoro di riqualificazione di Piazza Pontida».

 

I profughi tornano in via Gleno
Intanto l'accoglienza finisce nel pallone

gleno

I profughi potrebbero tornare all'ex casa di riposo di via Gleno. Di fronte all'emergenza che non si ferma, è stata chiesta nuovamente la disponibilità della struttura. Sempre meglio che una palestra. Il grande capo Miro Radici ci sta pensando su, a breve la risposta. Intanto, mentre le proteste leghiste evaporano sotto il peso del gran caldo, spuntano un po' ovunque gesti di solidarietà. La parrocchia di Romano ha portato i richiedenti asilo in gita all'orto botanico, poi è scattato il rinfrescante bagno collettivo nelle acque del Serio. A Presezzo l'accoglienza è finita nel pallone, con i migranti impegnati in una sfida ai giovani del posto. Il risultato non è pervenuto. Ma poco importa. Alla fine hanno vinto tutti.

 

Far west alla fiera dell'uccello da richiamo
I cacciatori fanno il tiro all'animalista

scontro cacciatori animalisti

Botte da orbi a Pontida tra animalisti e cacciatori. I primi attaccano con il fischietto, i secondi reagiscono a mani nude. E alla Fiera dell'uccello da richiamo si scatena in men che non si dica la rissa da far west, tutti contro tutti. I contestatori alla fine battono in ritirata, anche perché i rivali sono più grossi e soprattutto più numerosi. Un telefonino riprende tutto, catturando immagini di stagionati e ben piazzati settantenni impegnati nel tiro all'attivista con pugni e bastoni. Per fortuna che almeno stavolta la doppietta era rimasta a casa.

 

Rossi parte per il grande Nord
e si mette in valigia il leghista Masper

FotoROSSI inviata a Expo

Cosa c'è di meglio di un consiglio provinciale nell'estremo Nord? La proposta arriva dal presidente Matteo Rossi, il capogruppo leghista Gianfranco Masper probabilmente non vede l'ora di raccoglierla. Succede che il Masper solleciti una riunione seduta urgente, da tenersi ai primi di agosto, per parlare del bilancio di previsione. E che il serafico Rossi gli risponda di avere già la valigia in mano. Destinazione Trondheim, Norvegia, città della moglie Ingalill: è lì che il presidente ama passare l'estate. Masper, se proprio vuole, lo può raggiungere. «Lo aspetto a braccia aperte, magari davanti a un buon salmone», butta lì al Corriere il numero uno di via Tasso. Caro Masper, accetti l'invito. Con il caldo che fa, una gita nei fiordi è quel che ci vuole.

 

Gori in Vaticano con i sindaci del mondo
ricorda la lezione di Papa Giovanni

Giorgio Gori in Vaticano per partecipare a “Mayors Care”, incontro di 70 sindaci dal mondo indetto da Papa Francesco. «L'impegno dei sindaci per migliorare il mondo a partire dalle città», twitta entusiasta l'inquilino di Palazzo Frizzoni. E già che c'è rilancia un paio di fotografie per un'improvvisata diretta Twitter. Si vola alto e Bergamo c'è. Come riporta l'Eco, il sindaco fa suo l'appello del Papa, che invita a ripartire dalle periferie: «L'urbanizzazione più disordinata ha portato un consumo folle del territorio – dice Gori - . Noi puntiamo sulla riqualificazione della città costruita». Poi il sindaco elogia la «rete solidale costituita da tutti i cittadini che prestano tempo ed energia alla cura degli altri». Quanto ai migranti, «vengono descritti cinicamente come una minaccia da chi strumentalmente agita un'assurda guerra tra poveri». Infine, il sindaco auspica il prevalere dei valori positivi, accompagnati dalla preoccupazione «verso i poveri e i diseredati». Perché altrimenti c'è il rischio di dimenticare la lezione della Pacem in Terris, che insiste sul diritto di ogni uomo di «immigrare in altre comunità e stabilirsi in esse». La scrisse Papa Giovanni XXIII, un bergamasco.

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