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Bergamospia (si dice, non si dice) L'asfalto provvisorio di viale Roma

Bergamospia (si dice, non si dice) L'asfalto provvisorio di viale Roma
Eventi 09 Luglio 2015 ore 15:40

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Viale Roma, l'asfalto ha coperto la memoria
Le antiche pietre sono sepolte da sette anni

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In Italia, si sa, niente è definitivo come ciò che è provvisorio. E Bergamo non fa eccezione. Nel 2008 la storica pavimentazione in pietra di viale Roma fu ricoperta da un manto d'asfalto. Motivo: doveva servire per garantire la sicurezza dei ciclisti lanciati nella volata del campionato italiano. Un intervento in teoria temporaneo, tanto che, prima di spargere la colata, sul selciato furono deposti teli speciali per permettere una agevole e pronta rimozione. Sono passati sette anni e l'asfalto è ancora lì, dimenticato da ben tre amministrazioni, per di più sfregiato da buche e crepe. Le antiche pietre restano sepolte, in attesa che qualcuno si ricordi finalmente di loro. Perché finora sindaci e assessori ci sono passati sopra, in tutti i sensi. Senza fare una piega.

 

Guerra di cifre su ritardi e disagi di Trenord
Ma i pendolari ormai hanno perso il conto

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Pd all'assalto di Trenord. Il consigliere regionale bergamasco Jacopo Scandella scaglia frecce avvelenate: in tre mesi l'indice di puntualità nelle ore di punta è sceso dall'82% al 77%. L'assessore Alessandro Sorte non gradisce e risponde al fuoco bombardando il rivale con altri numeri: 41 nuovi convogli consegnati, altri 22 in arrivo, soppressioni ridotte del 28%, 285 milioni di euro investiti, eccetera eccetera. Qualche ritardo in più c'è stato, ammette, però solo negli ultimi mesi per colpa di Expo, aggressioni ai capotreno e gran caldo. Una guerra di cifre combattuta sopra la testa (o sulla pelle, se preferite) dei pendolari, che ormai hanno perso il conto dei disagi quotidiani. E rischiano, loro sì, di dare i numeri.

 

Salvini lancia la ruspa contro la prefettura
E Rovetta dimentica le pepite del Ghana

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Giorgio Gori va alla festa della Lega di Treviglio a parlar di profughi e incassa qualche fischio dal pubblico. Lui replica, in platea si ringhia. Il minimo che ci si può aspettare, quando si va nella tana del lupo. Le polemiche sui richiedenti asilo, del resto, sono all'ordine del giorno. Appena accennano a spegnersi, ci pensa Matteo Salvini a buttare benzina sul fuoco. Se non è in piazza, il segretario lumbard si fa sentire da Twitter. Ieri ha inquadrato nel mirino la prefettura di Bergamo, che «cerca case sfitte per mandarci immigrati a 35 euro al giorno». Drastica la conclusione: «Questa Prefettura andrebbe chiusa: RUSPA!». L'Eco di Bergamo, però, scava nel passato e scova una storia buona per ribaltare certe prospettive: quella di alcune famiglie di Rovetta e dintorni, che nel XX secolo hanno fatto fortuna estraendo oro in Ghana. «Dovremmo ringraziare l'Africa – dice un discendente - per il benessere che anche le generazioni attuali stanno godendo». Altro che blocchi stradali.

 

Gori cambia il palinsesto del display
«Va bene il benvenuto, ma diamo informazioni»

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Il sindaco Gori risponde (finalmente) a un’interrogazione del leghista Ribolla datata 25 aprile, avente per oggetto il display di piazza Matteotti, quello che dà il benvenuto ai turisti in tutte le lingue del mondo. Ribolla denunciò un grossolano errore di traduzione della scritta in tedesco e ne chiese puntualmente conto. Gori spiega che il Distretto del commercio ha già recitato il mea culpa, ma già che c’è va oltre. «Aldilà del semplice messaggio di benvenuto che attualmente viene declinato nelle principali lingue, il display potrebbe essere utilizzato per diffondere informazioni su principali eventi di interesse turistico». Un invito a cambiare il ripetitivo palinsesto che anche Bergamospia aveva umilmente (e inutilmente) buttato lì alcune settimane fa. Siamo sicuri che adesso, arrivando dall’alto del balcone di Palazzo Frizzoni, verrà prontamente raccolto.

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