Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) Ma Lizzola è un campo profughi?

Bergamospia (si dice, non si dice) Ma Lizzola è un campo profughi?
Eventi 11 Giugno 2015 ore 13:05

Alice nella frazione delle meraviglie
i profughi e il nuovo lavoro di Sergio Piffari

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Anche a Bergamo si surriscalda il fronte profughi. Maroni & Calderoli si preparano ad assediarla per gridare stop all'accoglienza, ma il prefetto Francesca Ferrandino non si preoccupa più di tanto. «La manifestazione della Lega? Vedremo» spiega in un'intervista alla stampa locale. Nell'attesa di scrutare dalla finestra le truppe leghiste, il prefetto tende la mano ai sindaci: «Non sono Alice nel Paese delle meraviglie. Le criticità ci sono, è vero, ma il dialogo è costruttivo». Poi annuncia che altri profughi arriveranno presto, piaccia o no ai padani. Una delle situazioni più delicate è quella di Valbondione: 94 richiedenti asilo già ospitati a Lizzola, altri 45 in arrivo. Troppi, dice il sindaco Sonia Simoncelli, per una comunità di montagna che supera di poco i mille abitanti. «Ci opporremo con tutti i mezzi a nuovi arrivi» annuncia. Chissà cosa penserà Sergio Piffari, che (non) l'aveva appoggiata in campagna elettorale. L'ex sindaco ed ex parlamentare, lasciata la politica, ha trovato un nuovo sbocco proprio nel campo dell'accoglienza. È sua la società che si farà carico dei 45 profughi aggiuntivi. Simoncelli non può esser tacciata di intolleranza, figuriamoci: suo marito è uno degli operatori Caritas che ogni giorno lavora a stretto contatto con i migranti. Ma spiega che il paese ha già dato. Per Piffari invece c'è ancora posto. Scintille in vista.

 

Il sultano dell'Oman, Donizetti e Ibrahimovic

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«Bergamo deve diventare la Città del Donizetti», ripete il sindaco Gori. Sacrosanto, visto che il compositore è valorizzato più altrove che non nella ingrata città natìa. Nemo propheta in patria, si sa. Ma sorprende che le note del Don Pasquale risuonino persino nel deserto arabico. Qabus bin Said al Said, 75enne sultano dell'Oman, è un grandissimo appassionato di lirica. E quest'anno ha fatto mettere in scena l'opera donizettiana nella sfarzosa Royal Opera House di Muscat. L'ultima replica, applauditissima, è di pochi giorni fa. La musica avvicina Bergamo alla  capitale dell'Oman più di quanto si possa immaginare. Anche Francesco Micheli, vulcanico direttore della stagione lirica orobica, ci ha lavorato in passato: suo l'allestimento della “Traviata” nel 2013. E a Muscat nei giorni scorsi c'era pure Floriana Tessitore, da poco capo ufficio stampa della Fondazione Donizetti, che vanta una collaborazione anche con il teatro della capitale dell'Oman. Impegnatissima, la Tessitore. Pare che contattarla non sia impresa semplice. Del resto lavora anche per l'agenzia Skill&Music, che si occupa della promozione di vari artisti. Fra cui proprio Francesco Micheli. La Fondazione l'ha ingaggiata selezionandola sulla base del suo impeccabile e invidiabile curriculum. Ma passateci il paragone calcistico, anche a costo di finire in fuorigioco: è un po' come se domani il Milan (ri)prendesse Ibrahimovic e nominasse direttore sportivo il suo agente Mino Raiola.

 

Don Abbondio esce dal parcheggio

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Il silos s'ha da fare. Dopo lungo silenzio, il Comune smette di fare il don Abbondio ed esce allo scoperto, ordinando la ripresa dei lavori sotto l'ex parco faunistico a partire dal 4 novembre. Dopo il crollo del 2008 e le scorie scaricate nel cantiere tutto si era fermato. Una ferita nel cuore di Città Alta, rimossa dalla coscienza politica orobica. Ora Palafrizzoni rompe gli indugi e mette fretta a Bergamo Parcheggi, la società che si è già messa in tasca oltre 3 milioni senza far nulla, grazie al “lungimirante” accordo che le ha destinato i ricavi dei posti auto lungo le mura. Resta pendente la vicenda giudiziaria, da ricominciare daccapo dopo l'intervento della Cassazione, che ha escluso la prescrizione nei confronti del costruttore Pierluca Locatelli, all'epoca incaricato di riempire il buco. Le scorie sono ancora lì, dunque il reato è in essere: questo il ragionamento dei supremi giudici. Nel frattempo, il Comune ha chiesto di rimuoverle.

 

Le palle (quelle luminose e tutte le altre)
nel malinconico buio di piazzale Alpini

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Siamo giunti a metà dell'anno, dunque non si capisce bene se le grandi sfere luminose adagiate in piazzale Alpini sono state dimenticate lì dal Natale scorso o se sono state piazzate in anticipo per le prossime Feste. Poi, a pensarci bene, viene in mente che sono una pietra miliare degli “Itinerari di luce” disegnati dal Distretto del commercio in occasione di Expo 2015. Vista in un pomeriggio pre estivo, ignorata dai passanti, l'installazione lascia comunque una sensazione di malinconia. Sembra un triste relitto abbandonato in uno dei luoghi dimenticati della città. Perché non bastano le palle (luminose) per trascinare piazzale Alpini fuori dal cono d'ombra in cui fatalmente ricade dopo ogni iniziativa estemporanea. La movida impazza ovunque in città, tranne lì. Nessuno si è preso il rischio di piazzarci un chiosco. Le luci della vita notturna brillano altrove, il piazzale resta un buco nero che attrae e inghiotte solitudini.

 

Vip & vigilantes, i dilemmi di Ponteranica

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Vigilantes sì, vigilantes no. Si scatena il dibattito sulla proposta del sindaco di Ponteranica di proporre l'abbonamento alle guardie giurate sia a cittadini che negozianti. I vip appollaiati sulla Maresana, sondati dall'Eco di Bergamo, si dividono. Vittorio Feltri, manco a dirlo, accende la miccia: «Iniziativa ottima, ogni notte ci sono furti nelle case. Parlo per esperienza, una sera mia moglie si è trovata con una pistola puntata in faccia. Una sorveglianza aggiuntiva non è disdicevole, ma addirittura opportuna». Beppe Savoldi però scatta in contropiede: «Pago le tasse, questo mi dovrebbe garantire dei servizi. Invece mi tocca pagare quello che mi spetta di diritto. Tanto vale metterci d'accordo tra vicini e pagare qualcuno che, appostato in cortile, controlli che non ci siano movimenti strani».

 

Gori pedala forte anche in Lombardia
Oggi chiude la campagna elettorale a Saronno

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Il Saronno, sito di informazione della città in provincia di Varese, lo saluta come un big della politica lombarda. È il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ormai lanciato verso un futuro da leader che va ben oltre i confini della nostra città. Oggi a Saronno, in occasione della chiusura della campagna elettorale, il Circolo locale del Pd e le liste Tu@Saronno, Saronno bene comune e Coscienza democratica per Saronno hanno organizzato una pedalata in 13 tappe nei punti nevralgici della città, al termine della quale è stato chiamato Gori a tenere il comizio-incontro conclusivo. Gori appoggia Francesco Licata, del Pd, che al primo turno ha preso il 26.8% dei voti contro il 28.6 di Alessandro Fagioli, sostenuto da Lega e Fratelli d'Italia. Al terzo posto con il 16%, e quindi fuori dal ballottaggio, Pierluigi Gilli, candidato di Forza Italia e Ncd.