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Curiosi metodi per il contrabbando che sono però miseramente falliti

Curiosi metodi per il contrabbando che sono però miseramente falliti
Eventi 27 Agosto 2015 ore 15:26

Sono passate solo poche settimane da quando, davanti alla corte federale degli Stati Uniti, Evelio Padilla, 28enne di origini honduregne, è stato condannato per contrabbando. Padilla, infatti, aveva tentato di portare della droga sul suolo americano attraverso alcuni tunnel sotterranei e facendo delle immersioni. Ma questo è solo l’ultimo caso di cronaca che ha come protagonisti dei fantasiosi contrabbandieri, uomini e donne disposte a tutto pur di portare a termine i loro traffici illegali e farla sotto il naso dei doganieri di mezzo mondo.

Se molte volte il piano va a buon fine, almeno altrettante i furfanti vengono smascherati. Ecco una gustosa lista di creativi metodi di contrabbando, che le forze dell’ordine di mezzo mondo hanno però smascherato.

 

Il narco-piccione

narco piccione

Giusto il giorno di Ferragosto, le guardie di un carcere in Costa Rica (la prigione La Reforma, a San Rafael de Alajuela) hanno catturato un piccione… narcotrafficante. Al volatile, infatti, era stato applicato una specie di marsupio, al cui interno sono stati trovati 14 grammi di cocaina e 14 grammi di cannabis. Nessuno sa con precisione a chi appartenga l’animale, ma le forze dell’ordine sono certe che qualche detenuto si sia preso la briga di addestrare l’uccello, rendendolo così un perfetto contrabbandiere. Ora il piccione si trova in uno zoo.

 

Pesci tropicali nelle tasche

pesci tropicali

Nel 2005, le autorità doganali di Melbourne, in Australia, hanno fermato una donna atterrata con un volo da Singapore. Durante la fase dei controlli di routine, infatti, gli agenti avevano sentito provenire, da sotto i vestiti della donna, degli strani rumori, come di acqua. Dei controlli più approfonditi hanno svelato che, sotto la gonna, la donna nascondeva un grembiule che lei stessa (o chissà chi) aveva appositamente progettato e cucito, con svariate tasche, contenenti un totale di 15 sacchetti di plastica pieni d'acqua, all'interno dei quali sono stati trovati 51 pesci tropicali. Il traffico di animali selvatici è illegale.

 

Caro vecchio drone

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Il 27 luglio scorso, al Mansfield Correctional Institution, carcere a pochi chilometri da Cleveland, è scoppiata una maxi-rissa tra decine dei 2.700 detenuti dell’istituto di detenzione. Il motivo? Accaparrarsi i 145 grammi di tabacco, i 65 grammi di marijuana e i circa 7 grammi di eroina che un drone aveva lasciato cadere nel cortile esterno del carcere. Gli agenti hanno dovuto ricorrere allo spray al peperoncino e a qualche botta per sedare la rissa scatenata dal contrabbandiere 2.0. In realtà, però, l’uso dei droni per questo tipo di attività non è certo una novità: già da diverso tempo, negli Usa, vengono usati in azioni illegali. Un anno fa, in un carcere di massima sicurezza del South Carolina, un drone si schiantò contro le mura dell’istituto mentre cercava di portare ai carcerati telefoni cellulari, marijuana e sigarette.

 

Brioche con sorpresa

brioche soldi

Nel 2012, durante la presentazione dei risultati ottenuti l’anno precedente dai doganieri tedeschi, il ministero delle finanze di Berlino mostrò le incredibili immagini dello strano traffico di soldi sporchi messo in piedi da una banda criminale: il denaro da riciclare veniva nascosto all’interno di fragranti brioche oppure in ovetti di cioccolato. Un ripieno decisamente particolare.

 

Il cioccolato è una droga

barrette metanfetamine

Gli agenti della polizia doganale di Long Beach si sono insospettiti quando hanno visto imbarcarsi, diretto verso il Giappone, un giovane americano in possesso di una gran quantità di barrette al cioccolato. In seguito a più specifici controlli, gli inquirenti hanno così scoperto che tutte e 45 le barrette di cui l’uomo era in possesso erano in realtà ripiene non di crema, ma di metanfetamine.

 

Un pericoloso peluche

topolino pistola

Nel 2012 gli agenti della US Transportation Security Administration del T.F. Green Airport di Warwick, nel Rhode Island, fermarono un uomo e il suo bambino di 4 anni mentre si stavano imbarcando su un volo diretto a Detroit. All’interno dei peluche in possesso del piccolo, infatti, gli agenti avevano visto qualcosa di sospetto: precisamente, sia nel peluche di Topolino che in quello raffigurante un coniglietto, erano nascoste delle pistole. L’uomo, interrogato dalla polizia, continuò a dirsi innocente. Alla fine venne a galla che si trattava di una vendetta della ex moglie, la madre del bambino, che aveva nascosto le armi nei peluche del piccolo per mettere nei guai l’ex compagno.

 

Un calcio alle sigarette

pallone nsigarettsa

La Germania, stando ai dati, risulta essere una delle Nazioni dove i trafficanti amano mettere a punto i metodi più creativi per tentare di fregare le autorità. Non ce l’hanno però fatta nel settembre 2014, quando all’interno di un pallone da calcio che un passeggero voleva imbarcare su un volo internazionale, gli ufficiali della dogana hanno scoperto svariati pacchetti di sigarette non marchiati e destinati al mercato nero. Quando si suol dire dare un calcio al fumo….

 

Steroidi in bella vista

lubrificanti steroidi

Forse i trafficanti pensavano che il modo migliore per nascondere qualcosa fosse metterlo proprio in bella vista. Forse pensavano che nascondere degli steroidi illegali in svariate boccette di “olio lubrificante” usato solitamente in ambito sessuale fosse un’idea geniale. E in effetti, va detto, lo era. Peccato per loro, però, difficilmente gli agenti delle dogane si fanno fregare dalla prima impressione e così anche il loro trucchetto è stato smascherato.

 

Preziose tovagliette

tovagliette

Nel marzo scorso, gli agenti della US Customs and Border Protection in servizio al JFK International Airport di New York hanno rinvenuto, ordinatamente piegati all’interno di tovagliette plastificate dalla fantasia floreale, 65.200 dollari in banconote da 100 dollari false. Il denaro contraffatto era stato spedito da qualcuno che non è mai stato identificato.

 

Macchina a cocaina

batterie cocaina

Il 18 marzo 2015, alcuni agenti della US Customs hanno fermato e arrestato un cittadino messicano per aver tentato di importare sul suolo americano oltre 5 chilogrammi di cocaina nascosti nella sua Ford Escape 2002. Precisamente l’uomo aveva pensato di nascondere il prezioso traffico nelle batterie della sua vettura. Il 32enne messicano era in realtà stato fermato poiché la vettura era priva di una targa. Il fermato ha tentato di spiegare che aveva appena comprato l'auto ma in seguito a un successivo controllo gli agenti avevano riscontrato delle anomalie al funzionamento delle batterie della macchina e hanno preferito approfondire. Il valore del carico era di circa 160mila dollari.

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