Cosa accade quando uno spazio dedicato all’arte espone immagini che, per definizione, non sono arte? Dal 20 al 27 marzo (inaugurazione il 19 marzo), lo spazio Sanbe15/C di Bergamo presenta “7×7=49” di Memory is not a file, progetto di Damiano Carrara costruito a partire da fotografie vernacolari in Kodachrome provenienti da un archivio di oltre un milione di diapositive scattate tra gli anni Quaranta e Ottanta.
Un percorso fatto di scatti anonimi, imprecisi, talvolta armonici
La mostra si sviluppa come un atlante emotivo: sette immagini al giorno per sette giorni consecutivi, ognuno dei quali segue un tema diverso. Al termine dell’esposizione, le
quarantanove fotografie compongono un itinerario interiore che pone il visitatore al centro della
narrazione.
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Le immagini esposte, scattate tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Ottanta, non nascono da intenti artistici. Sono fotografie vernacolari: anonime, familiari, a volte imprecise, talvolta sorprendentemente armoniche. Scatti sottratti alla quotidianità più ordinaria, privi di ambizioni estetiche. Per definizione, non arte.
Le diapositive sono in Kodachrome: un colore intenso, materico, imperfetto. Nate per “scorrere” davanti alla lente di un proiettore, oggi ci raccontano il tempo che passa, ma non si esaurisce. «Ogni opera è un varco aperto – spiega Damiano Carrara -. Un invito a entrare e a perdersi. Un viaggio straordinario nella memoria, dove l’interpretazione si espande senza limiti e il passato continua a generare nuove possibilità. Perché la memoria non è un file».
La mostra sarà aperta dal 20 al 27 marzo, dalle 15 alle 20.