Tra passato e presente

Quattro dimore storiche aperte Al pubblico, ma anche ai designer

Quattro dimore storiche aperte Al pubblico, ma anche ai designer
Eventi 09 Settembre 2017 ore 19:00

Tradizione e contaminazione, parola sempre più sulla cresta dell’onda. Un vocabolo quanto mai calibrato, però, sulla natura di DimoreDesign, grazie a cui quattro dei più bei palazzi nobiliari di Bergamo aprono le porte alle firme del Made in Italy. E tutte le domeniche e i mercoledì sera, dal 10 settembre al 4 ottobre, offrono visite guidate e percorsi tra presente e passato che abbinano la scoperta di saloni sfarzosi, stanze affrescate, loggiati, giardini, quadri di Moroni e decori del Tiepolo, solitamente inaccessibili al pubblico, con la sorpresa di allestimenti di grande impatto.

Il poker di residenze è composto da Palazzo Agliardi in via Pignolo, Palazzo Moroni e Palazzo Terzi in Città Alta, Villa Grismondi Finardi nell’omonimo quartiere. Katrin Arens, Marc Sadler, Paola Navone & Rosa Maria Rinaldi e Matteo Ragni hanno dato vita a cortocircuiti creativi, ridefinendo l’architettura degli spazi. Le visite sono a cura degli studenti dello Ied (Istituto Europeo di Design‎) di Milano. Il mercoledì, dopo il tour dalle 20 alle 21, i designer si raccontano nei saloni delle dimore durante gli incontri moderati da Giacinto Di Pietrantonio, direttore della Gamec e curatore del progetto.

Il format è diventato un modello da esportare. C’è da oltre vent’anni, sul territorio bergamasco, il Tour Dimore Storiche di Bergamo. Perché così si chiamava. Un progetto di marketing culturale e territoriale ideato e organizzato dalla Multiconsult, oggi Multi. Nel 2011 l’evoluzione in una formula di più ampio respiro, inaugurando il primo grande evento bergamasco dedicato al design. Perché Milano è dietro l’angolo e perché molto di quel design che spopola nella metropoli arriva dalle nostre aziende. Perché, infine, le residenze nobiliari vantano una propria specifica origine e una storia altrettanto inconfondibile. Sono loro stesse un brand. L’accostamento connaturato al format fornisce un nuovo senso alla cornice, ma anche agli oggetti esposti. Si crea un cortocircuito che libera le dimore da quel fermo immagine in cui sembrano congelate, senza esporle al pericolo di una mutazione irreversibile. Il format punta ad allargarsi su altre dimensione quali giardini, castelli, ville liberty: «È uno dei nostri obiettivi – spiega Giovanna Ricuperati, ad di Multi -. Nel frattempo siamo riusciti a esportare il nostro format in altre aree: ci è stato chiesto dalla Valtellina, dove le dimore storiche sono numerose, e dove partirà il prossimo anno. Anche Lugano ha manifestato grande interesse». L’export bergamasco va forte, anche quando è «solo» un’idea.

Informazioni. Le residenze sono aperte al pubblico tutte le domeniche dal 10 settembre al primo ottobre dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30; non serve la prenotazione. Biglietti acquistabili presso gli ingressi delle singole dimore o sul sito dimoredesign.it. I biglietti costano 8 euro per una singola dimora (5 per i ragazzi da 6 a 14 anni), 14 per due (8), 21 per tre (12).

 

Palazzo Agliardi

 

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Il senso dell’opera di Katrin Arens è dare un soffio di vita ad alcuni spazi assopiti nel tempo. Nel grande salone di Apollo e Diana si respira ancora l’aria delle feste che un tempo albergava qui. La nostalgia dei fasti di un tempo fa spazio oggi alla volontà di riscoprire la bellezza di questo luogo e di mostrarlo in una veste nuova: vissuto, come se gli ospiti della sala fossero appena usciti da qui. Una serie di tavolini personalizzati, poltrone e oggetti realizzati con lo «scarto del laboratorio» sono i protagonisti dello scenario.

 

Palazzo Moroni

 

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Twiggy, l’iconica lampada disegnata da Marc Sadler, è un segno sottile e naturale nello spazio, che proprio grazie alla sua esilità, rimanda all’immagine di una canna da pesca. Rievoca nel nome la modella più famosa degli anni Sessanta, ma la sua forte carica espressiva la associa ad una sorta di canna di bambù che si trova lungo i fiumi, che si muove e poi trova la sua posizione. Le basi sono avvolte da carta dorata, come mazzi di rose sotto gli splendidi soffitti affrescati, e le lampade messe in cerchio, quasi a dar vita a una fioritura dei saloni. Il dialogo tra vecchio è nuovo e delicato. Un abbraccio.

 

Villa Grismondi Finardi

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Matteo Ragni tratteggia una conversazione breve e improvvisa fra quello che c’era già e quello che è stato aggiunto. Ai visitatori (o meglio esploratori) spetta il compito di ascoltare questo dialogo silenzioso, il compito di cercare e scoprire. E meravigliarsi per questo mondo in cui gli oggetti parlano e si scopre la bellezza di recitare un’ode alle cose.

 

Palazzo Terzi

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Passato e presente, design e pittura si scambiano sguardi e pensieri con oggetti e dipinti di un tempo. Gli oggetti galleggiano a spasso nel tempo, diventano insoliti viaggiatori. Nel loro percorso, immaginato da Paola Navone e Rosa Maria Rinaldi, incontrano altre storie, altre epoche e altri mondi. Da questi incontri nascono avventure diverse perché è ogni volta diverso il loro interlocutore. Si stabiliscono connessioni, si mette tutto d’accordo.