“Anche la cura merita rispetto”

Due panchine viola (al Policlinico San Pietro e San Marco) contro la violenza sugli operatori sanitari

Inaugurate ieri (12 marzo) dall'Ordine delle professioni infermieristiche e dagli Istituti ospedalieri bergamaschi del gruppo San Donato

Due panchine viola (al Policlinico San Pietro e San Marco) contro la violenza sugli operatori sanitari

Ogni volta che un operatore sanitario timbra il cartellino, sa di essere esposto a un rischio: subire violenza verbale o fisica. In Bergamasca il fenomeno è in netta crescita, con una media di più di un’aggressione al giorno. Secondo i dati gestiti dall’Agenzia di controllo del sistema sociosanitario lombardo, il 2025 si è chiuso con 505 episodi censiti, segnando un incremento del 53 per cento rispetto ai 329 casi del 2024.

Così, in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari del 12 marzo, l’Ordine delle professioni infermieristiche e gli Istituti ospedalieri bergamaschi del gruppo San Donato hanno lanciato la campagna “Anche la cura merita rispetto”.

Il simbolo dell’iniziativa sono due panchine viola, colore della non violenza, inaugurate l’11 e il 12 marzo al Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro e il Policlinico San Marco (Zingonia). Negli ingressi delle strutture sono stati inoltre proiettati video di sensibilizzazione realizzati da Opi con Sitointerattivo. Protagonisti gli infermieri dell’Ordine che, attraverso brevi scene, hanno raccontato il valore del rispetto e della cura. I video sono stati diffusi anche sui canali social per sensibilizzare la comunità fuori dagli ospedali.

«La violenza nei confronti degli operatori sanitari non è solo un atto inaccettabile sul piano umano e civile, ma rappresenta anche un ostacolo al buon funzionamento del sistema e alla qualità delle cure – dichiara Francesco Galli, amministratore unico degli Istituti ospedalieri bergamaschi -. Per questo è fondamentale alimentare una cultura del rispetto e continuare a promuovere azioni concrete per garantire la sicurezza degli operatori e dei pazienti. Questa giornata e questo evento, a cui abbiamo subito aderito con entusiasmo e convinzione, rappresentano un momento importante di riflessione e di responsabilità collettiva: difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti. E voglio cogliere l’occasione per ringraziare tutto il personale sanitario che lavora nei nostri Ospedali e che svolge il proprio lavoro con professionalità, dedizione e senso di responsabilità, spesso in contesti complessi e ad alta pressione».