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Tra arte e affari

Le 5 foto più costose della storia

Le 5 foto più costose della storia
Eventi 04 Settembre 2015 ore 11:45

La fotografia negli anni è riuscita ad affermarsi come forma d'arte e come mezzo di grande rilievo storico, culturale. Ed economico. Oggi, infatti, uno scatto può valere notevoli somme di denaro e creare giri d’affari di grande portata. A determinare il costo di un pezzo venduto all’asta concorrono vari fattori: la storia che sta dietro l'immagine, la fama dell'artista, la quotazione stabilita per i suoi lavori precedenti.

Ecco una selezione delle cinque foto più costose della storia, battute all’asta per milioni di euro. Scatti d’autore che esercitano sugli appassionati un potere d'attrazione che non conosce limiti di budget. Che siano arte astratta o documenti storici poco importa. Hanno un valore artistico che di certo non sfugge a chi le ha acquistate sborsando cifre da capogiro.

 

Rhein II
di Andreas Gursky, 1999

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L’immagine più cara in assoluto. Si chiama Rhein II ed è stata scattata da Andreas Gursky, esponente della Scuola di Düsseldorf. Si tratta di una monumentale fotografia del fiume Reno impressa su tre metri di lunghezza, venduta un martedì notte del 2011 dalla celebre casa d’aste Christie's per 4,3 milioni di dollari. L'immagine è la seconda di una serie di 6 raffiguranti il fiume Reno che scorre orizzontalmente, tra i prati verdi e sotto un cielo coperto. Un angolo dove il fotografo tedesco spesso andava a correre, e dove si accorse che i riflessi sull’acqua formavano un incredibile tessuto cromatico. Così nacque lo scatto. Impresso su pellicola (è del 1999), quando fu convertito in digitale, l’autore rimosse gli elementi “di disturbo” (edifici e passanti).

 

Untitled #96
di Cindy Sherman, 1981

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È stata venduta per 3,89 milioni dollari. L'acquirente è Philippe Segalot, originario di New York, commerciante (lo stesso lavoro del venditore Per Skarstedt). L’autrice dello scatto è Cindy Sherman, raffinata fotografa nelle cui opere convivono sempre due prospettive: da una parte il fantasticare su ciò che mostra l'immagine, dall'altra la rappresentazione stessa della fotografia. L'osservatore non vede la rappresentazione della donna, ma la donna stessa, in quanto l'immagine diviene surrogato della realtà, e ogni posa o espressione facciale sembrano esprimere un'interiorità indecifrabile. Una sorta di Monnalisa contemporanea.

 

Dead Troops Talk
di Jeff Wall, 1992

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Truppe morte che parlano. Questa fotografia dell’artista canadese Jeff Wall, una delle sue opere più riconoscibili, fu venduta all’asta per 3,6 milioni di dollari, un record per l’artista e quasi il doppio del prezzo di vendita stimato. L’immagine raffigura soldati - insanguinati e smembrati – che giacciono sul fianco di una collina rocciosa. Qualcuno scambia flebili parole. La casa d’aste Christie’s ha definito questo lavoro «monumentale». La situazione è ricostruita, non reale (furono utilizzati degli attori). Il suo titolo completo: Truppe morte che parlano (una visione dopo un agguato di una pattuglia russa, vicino a Moqor, Afghanistan, inverno 1986).

 

99 Cent II Diptychon
di Andreas Gursky, 2001

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Il 7 febbraio 2007, la casa d’aste Sotheby’s di Londra ha venduto questa fotografia di Andreas Gursky per 3,4 milioni di dollari. È significativo il fatto che questo scatto sia stato incluso in una vendita di arte contemporanea, e non di opere fotografiche. Nella descrizione in catalogo, Sotheby's confronta stilisticamente la fotografia con le opere di grandi artisti contemporanei: la compara alla tecnica Jackson Pollock, alle griglie ripetitive tipiche di Sol Lewitt, alle pile di oggetti di Donald Judd, e all’interesse di Andy Warhol per i beni di consumo. Si legge: «Eseguite su larga scala, le sue fotografie esaminano il paesaggio post-capitalista, alla ricerca dei significanti che definiscono la nostra vita quotidiana».

 

The pond-moonlight
di Edward Steichen, 1904

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2,4 milioni di euro. Questa fotografia di Edward Steichen è stata scattata nel 1904 a Mamaroneck, New York, vicino alla casa del suo amico e critico d'arte Charles Caffin. L’immagine raffigura uno stagno che attraversa un bosco, con una parte della luna che appare sopra l’orizzonte, dove si aprono gli alberi. La singolarità di questo scatto è che, con tre anni d’anticipo sull’arrivo del colore (1907), è – appunto – a colori. Fu creata applicando manualmente gomme specifiche sensibili alla luce. Ne esistono 3 diverse copie, tutte realizzate manualmente, e, dunque, uniche: le altre due versioni sono conservate in collezioni museali, e lo straordinario prezzo di vendita della stampa è, in parte, attribuibile al suo carattere di unicità e rarità.

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