Commemorazioni istituzionali

Giorno del Ricordo per le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata a Bergamo, le parole della sindaca

Gli appuntamenti si sono tenuti in diverse zone della città. La prima cittadina Carnevali ha ripercorso le tappe storiche legate ai Trattati di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947

Giorno del Ricordo per le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata a Bergamo, le parole della sindaca

Questa mattina (10 febbraio), a Bergamo, il Comune – in collaborazione con la sezione bergamasca dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – ha promosso le commemorazioni istituzionali per il Giorno del Ricordo 2026, dedicate alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Programma delle cerimonie della mattinata

Deposizione corone durante la cerimonia

La commemorazione si è aperta alle 9 al Parco delle Rimembranze, alla Rocca, con gli interventi istituzionali e un momento di preghiera a cura dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. A seguire, sono state deposte corone d’alloro al monumento dedicato alle vittime delle foibe.

Alle 10 la commemorazione è proseguita nella chiesa di Sant’Andrea, in via Porta Dipinta, dove è stata celebrata una Santa Messa in ricordo delle vittime. Intorno alle 11.30, in via Tolstoj 7, nella piazzetta della chiesa di Maria Immacolata, si è svolto un omaggio alla targa che ricorda gli esuli della Clementina.

Il discorso della sindaca Elena Carnevali

In questo giorno di commemorazioni è intervenuta anche la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, che ha ricordato il significato del Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 per rinnovare la memoria della tragedia delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati e della complessa vicenda del confine orientale.

Carnevali ha ripercorso le tappe storiche legate ai Trattati di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947, che portarono alla ridefinizione dei confini orientali e all’esodo di circa 350 mila persone. Ha inoltre sottolineato il legame che unisce Bergamo alla comunità degli esuli, ricordando l’accoglienza avvenuta negli spazi della Clementina e la nascita di una comunità stabile anche nei quartieri della Celadina e di viale Venezia.

Nel suo intervento la sindaca ha ringraziato l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e la presidente provinciale Maria Elena Depetroni per l’impegno nel custodire memoria e tradizioni, ribadendo l’importanza di trasmettere questa pagina di storia alle nuove generazioni e di mantenere vivo lo spirito europeo basato su dialogo e cooperazione.

L’iniziativa di domani

Locandina evento 11 febbraio

In conclusione, ci sarà un’ultima commemorazione nel tardo pomeriggio di domani (mercoledì 11 febbraio), alle 18, all’interno dell’Aula consiliare di Palazzo Frizzoni ci sarà la presentazione del libro Italianità adriatica. Le origini, il 1945, la catastrofe di Raoul Pupo, a cui sarà presente l’autore. L’incontro è organizzato in collaborazione con l’assessorato alla Pace del Comune di Bergamo e l’ingresso è libero.