Gratuiti e senza prenotazione

Giorno della Memoria, il Comune di Bergamo organizza tre appuntamenti in anteprima

Si terranno il 21 e il 22 gennaio. Uno prevede la partecipazione del deputato dem Emanuele Fiano, che l'ultima volta in città fu contestato

Giorno della Memoria, il Comune di Bergamo organizza tre appuntamenti in anteprima

Il 27 gennaio – ormai dal 2000 – ricorre il Giorno della Memoria. Dal 27 gennaio 2021, il popolo italiano è inoltre chiamato (per legge) a ricordare «la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».

Come ogni anno, anche quest’anno il Comune di Bergamo ha dunque organizzato un palinsesto di eventi per celebrare questa importante ricorrenza. Con tre appuntamenti a fare un po’ da “anteprima” (tutti gratuiti e senza prenotazione).

Le storie di Nedo Fiano e Gianfranco Maris

Il primo, a cura del Consiglio comunale e dell’Assessorato alla Cultura, è in programma per mercoledì 21 gennaio, alle 18, alla Sala dell’Orologio – Cult! (Palazzo della Libertà). Si tratta della conferenza dal titolo “Storie di famiglia. La memoria della deportazione attraverso il racconto delle vite di Nedo Fiano e Gianfranco Maris”. Fiano e Maris sono entrambi (il primo perché di religione ebraica, il secondo per ragioni politiche) sopravvissuti ai campi di concentramento dopo essere stati vittime della violenza nazifascista. Oggi sono considerati tra i testimoni più instancabili della tragedia della deportazione. Partecipano, in conversazione con Daniele Rocchetti, i figli Floriana Maris ed Emanuele Fiano.

La sindaca Elena Carnevali con Emanuele Fiano

Particolarmente attesa proprio la partecipazione all’evento del deputato del Pd, che il 24 novembre scorso fu molto contestato durante l’incontro, tenutosi alla Caversazzi e organizzato dall’associazione Italia-Israele, dal titolo “La pace è possibile?”. Fece particolarmente rumore il fatto che a contestare la presenza in città di Fiano furono anche esponenti dei Giovani Democratici, ala giovanile del Pd, al punto che i vertici bergamaschi dem presero le distanze da quella protesta e espressero pubblicamente «viva solidarietà» a Fiano, condannando le contestazioni.

Focus sul campo di concentramento di Ravensbrück

Sempre il 21 gennaio, ma alle 16.30, nell’Aula Galeotti dell’Università di Bergamo (in via dei Caniana 2), si terrà invece l’incontro dal titolo “Una lunga ombra della storia. La deportazione femminile nel campo di concentramento di Ravensbrück”. La conferenza, organizzata dall’ateneo, prevedrà la presenza di Ambra Laurenzi (presidente del Comitato internazionale di Ravensbrück e consigliera Aned), che ripercorrerà la storia di Ravensbrück, unico lager femminile nazista: 130 mila deportate da 40 Paesi, tra lavoro forzato, violenze e sofferenze. Un luogo di negazione del femminile ma anche di resistenza e riscatto, liberato nel 1945.

Le parole dei lager

Infine, giovedì 22 gennaio, alle 17.30 nello Spazio Viterbi della Provincia (via Tasso 8), si terrà l’evento dal titolo “Parole per opprimere, parole per resistere. I deportati italiani e la lingua dei lager nazisti”. A cura dell’Archivio Bergamasco e di Aned Bergamo, si tratta di una conferenza che prende il via dal libro «Domani mattina». La memoria nelle parole dei lager nazisti (Biblion edizioni, 2025) e alla presenza dell’autore Leonardo Zanchi.

Una riflessione sulla condizione linguistica dei deportati italiani nel sistema concentrazionario nazista. Dai «barbarici latrati dei tedeschi quando comandano», come scrive Levi, a qualche parola di vicinanza scambiata fra compagni di prigionia: parole per opprimere, ma anche e soprattutto parole per resistere. una resistenza morale e non violenta, che i deportati realizzano contrapponendo al lessico d’odio e di sopraffazione dei nazifascisti, un vocabolario composto da parole di sopravvivenza, di solidarietà, di vita.