Importante anniversario

Gli Alpini di Mozzo compiono ben 95 anni. Quante ne hanno passate...

Fondato nel 1929 nell’allora Comune di Curdomo, il gruppo ha ripreso vita nel dopoguerra: da allora è stato un fiorire di iniziative ed eventi

Gli Alpini di Mozzo compiono ben 95 anni. Quante ne hanno passate...
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di Dino Ubiali

Un mese di intense attività per il gruppo alpini di Mozzo. Reduci dal raduno nazionale di Vicenza, le penne nere mozzesi da diversi mesi sono impegnate nell’organizzazione delle celebrazioni del 95esimo di fondazione del gruppo locale.

La storia del gruppo alpini di Mozzo affonda le sue radici sin nel lontano 1929, quando nell'allora Comune di Curdomo, che raggruppava i Comuni di Mozzo, Curno e la frazione della Dorotina, venne formato il nuovo gruppo, che si riunì per la prima volta domenica 21 luglio 1929 per decidere la data dell'inaugurazione del Gagliardetto, convocata poi per il 7 ottobre successivo da colui che sarebbe poi diventato il primo capogruppo e cioè l'allora Capitano Cav. Enrico Sigismondi.

Lo Scarpone Orobico, periodico alpino bergamasco, del 10 novembre 1929 dava così la notizia dell’evento: «Nel pomeriggio di domenica 7 ottobre ebbe luogo a Curdomo la benedizione e consegna della fiamma verde a quel gruppo alpino [...] La località fissata per il raduno degli “scarponi”, e cioè la villa del nostro capogruppo, quando noi giungiamo, verso le ore 15, è già risonante di fanfare e di canti e l'ampio cortile interno è popolato di “scarponi” che fanno anche sfoggio del tradizionale fazzoletto verde».

Si può dire che da tale data fino al 1940, per il gruppo di Mozzo si sia trattato di ordinaria amministrazione: cerimonie ufficiali, gite, ritrovi fra ex commilitoni e così via. Con l'entrata in guerra dell'Italia, anche la vita del gruppo subisce un arresto. Nel 1950 si registra un’effettiva ripresa di attività, in seguito a un fatto doloroso: Giovanni Remondini, giovane mozzese in servizio di leva fra gli alpini a Brunico, viene mortalmente colpito durante un’esercitazione, da una bomba a mano sfuggita manualmente al controllo dell'ufficiale istruttore.

Il grave lutto, al quale partecipa tutta la popolazione di Mozzo, è stata la molla che ha fatto scattare nelle “penne nere”, oltre alla solidarietà per i familiari di Remondini, quello spirito di corpo che darà poi l'avvio a una febbrile attività che ha caratterizzato fino ai giorni d’oggi le iniziative del gruppo. (...)

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