13^ edizione

Il Festival Orlando torna con sei giorni di iniziative a tema “Geografie sessuoaffettive”

Dal 5 al 10 maggio, un programma articolato su 10 sedi cittadine, con oltre 20 appuntamenti e circa 30 artiste e artisti partecipanti

Il Festival Orlando torna con sei giorni di iniziative a tema “Geografie sessuoaffettive”

Il festival di arti performative e di cinema “Orlando” torna a Bergamo con la sua 13^ edizione. Dal 5 al 10 maggio, esplora quest’anno il tema delle geografie sessuoaffettive: in quest’ottica, proporrà sei giorni di iniziative culturali articolate su 10 sedi cittadine, con oltre 20 appuntamenti e circa 30 artiste e artisti partecipanti.

Performance, danza, proiezioni cinematografiche, incontri pubblici, laboratori e momenti di confronto e di formazione: questo proporrà il programma di “Orlando”, promosso dall’associazione culturale “Immaginare Orlando” e Laboratorio 80.

«Quest’anno più di altri è necessario essere presenti attraverso un dispositivo culturale come quello del Festival per prendere posizione in modo sempre più chiaro rispetto ai fenomeni di erosione dei diritti – dichiara Elisabetta Consonni, direttrice artistica -. Con la programmazione di quest’anno, intendiamo assumerci la responsabilità verso le domande e i bisogni delle nuove generazioni in tema di affettività e sessualità. Vogliamo farlo indagando nuove modalità di orientarci nel mondo e cercando deviazioni possibili rispetto alle direzioni date per scontato».

Il programma del festival “Orlando”

Tra le artiste e gli artisti di questa edizione: il coreografo e performer viennese Michael Turinsky, artista con disabilità motoria che apre il Festival con la prima nazionale “Precarious Moves”, un lavoro che riflette sulla possibilità di muoversi e sulla spinta all’azione politica; la compagnia spagnola di Pere Jou e Aurora Bauzà con “A Beginning”, un’opera per cinque performer che esplora il rapporto tra movimento, voce e luce.

E ancora: il coreografo, danzatore e attivista sardo, di base a Bruxelles, Matteo Sedda con “Fuck me Blind”, un duo ispirato a “Blue”, il film-testamento di Derek Jarman, che racconta una ricerca segnata dalla sua esperienza con l’Hiv; Gioele Peressini con “La forma del maschio”, una performance che indaga la repressione delle mascolinità non conformi durante il periodo fascista; Diana Anselmo con “Pas Moi” torna a Festival Orlando per presentare l’ultima tappa del suo lavoro di ricerca sulle discriminazione verso le persone sorde.

Infine, ci saranno l’artista italo-inglese Thomas Valerio, con “Star. Live from Orlando”; “Loud!” di Collettivo Amigdala, che, sviluppatosi nei mesi di marzo e aprile, culmina con un esito performativo all’interno del Festival: un percorso nel quartiere della Malpensata attraverso interventi canori e azioni; infine, la performance riservata alle scuole Sono solo parole di e con Daniela Arrigoni e Daniele Pennati, che esplora l’universo delle parole e si interroga sul cambiamento del linguaggio e di senso.

Non mancheranno momenti di riflessione attraverso delle letture performative vedono “Woke! Contro la nuova grammatica reazionaria”, una produzione di Sherocco Festival che attraverso le voci di persone impegnate nella ricerca, nell’arte, nella cultura e nell’attivismo, raccontando l’attacco ai diritti di uguaglianza e alle democrazie; “Un insieme di risvegli”, esito performativo di un percorso intrapreso dall’autrice Giulia Scotti con testi inediti scritti a partire dalla vicenda di Gisèle Pelicot.

Tra i laboratori e le installazioni, “Magia Lesbica” di Carmen Pellegrinelli, regista teatrale, e “Civico 1”, l’installazione artistica all’interno del dormitorio Il Galgario, a cura di Silvia Briozzo e Barbara Boiocchi.

Come da tre anni a questa parte, piazza della Libertà è il centro del Festival in cui compare un’istituzione fantastica, come quella commissionata all’artista Tea Andreoletti: “Sottobanco. Scuola autogestita di educazione sessuo-affettiva” è la risposta al tanto dibattuto decreto che ostacola l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole e nasce da un percorso con gruppi di adolescenti a Clusone e a Romano di Lombardia.

La restituzione dell’esperienza si tradurrà in un evento performativo all’interno del Festival, il 9 e il 10 maggio e sarà accompagnata (il sabato) da un incontro con persone invitate a creare una narrazione plurale sull’importanza dell’educazione sessuo-affettiva per le persone adolescenti.

Tra i film di questa edizione: “La grotta dell’orso (Arkoudotrypa)” di Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis, un racconto dell’amicizia tra Argyro e Anneta ambientato nel villaggio greco di Tirna, alle prese con gli scogli culturali che talvolta possono impedire o ostacolare l’espressione di un sentimento; in seconda serata, “Lo sguardo misterioso del fenicottero (La misteriosa mirada del flamenco)” di Diego Céspedes, un film che allude alla crisi dell’Hiv-Aids degli anni Ottanta ma che parla al presente delle discriminazioni di genere e di classe. Anche per questa edizione torna “Orlando Shorts”, la rassegna di cortometraggi che giunge alla sua settima edizione.

Orlando si concluderà con una grande festa intitolata “Wild Wheels”, sabato 9 maggio, dalle ore 22. L’evento sarà animato dal sound di DJ Adam was Eve, DJ Mirella e la performance di Isaura Spanking. Per esplorare nuove geografie, lasciarsi sorprendere dal disorientamento e abbracciare nuove deviazioni e squilibri, Festival Orlando ha pensato ad un mezzo di trasporto speciale: i pattini a rotelle.

Il programma completo di tutti gli eventi è disponibile su www.orlandofestival.it.