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Il film da vedere nel weekend Babadook, il ritorno dell'Uomo Nero

Il film da vedere nel weekend Babadook, il ritorno dell'Uomo Nero
Eventi 17 Luglio 2015 ore 11:10

Regia: Jennifer Kent.
Cast: Essie Davis, Noah Wiseman, Daniel Henshall, Hayley McElhinney, Barbara West, Benjamin Winspear, Cathy Adamek, Craig Behenna, Adam Morgan, Peta Shannon.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

Fra tutte le creature viventi, l’uomo è forse quella che più di tutte prova e conosce la paura. Ha piena coscienza di sé e nutre ansie sul proprio futuro. È un sentimento intimo o collettivo ma che, in ogni caso, ci accompagna sin dalla nascita, a partire dai racconti appositamente pensati per terrorizzare i fanciulli rei di qver compiuto qualche marachella. Protagonista indiscusso di queste storie è certamente l’Uomo Nero. Si tratta di una figura che non ha confini nazionali ed è temuta in maniera irrazionale dai bambini di tutto il mondo. Non c’è da stupirsi, allora, se il cinema l’ha fatta propria in numerosissimi film più o meno riusciti. Babadook è l’ultima apparizione su schermo di questo "personaggio".

 

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Arrivato in questi giorni nelle sale, il film diretto da Jennifer Kent è un ottimo esempio di come anche il cinema horror possa raggiungere livelli qualitativi altissimi. Amelia è una madre ancora giovane, ma provata dalla fatica di crescere Samuel, bimbo di sei anni, senza l’aiuto del proprio compagno, scomparso proprio in corrispondenza della nascita del piccolo. Il bambino è iperattivo e questo causa non pochi problemi relazionali alla famiglia che, in gravi difficoltà economiche, fatica a trovare un proprio equilibrio sociale e intimo. Tutto comincia a precipitare quando, senza un'apparente spiegazione, Amelia entra in possesso di un libro di favole diverso dagli altri, nero e spaventoso, che si ripresenta ossessivamente fino al punto di avvelenare i rapporti fra madre e figlio, ormai chiusi nella loro casa e senza via di scampo.

Fare un film horror oggi è molto difficile. Se si vuole realizzare un prodotto originale, l’impresa è quasi impossibile. Eppure Babadook di Jennifer Kent è un film maturo e intelligente, che riaccende la speranza degli appassionati di genere: la regista confeziona un prodotto ad alto tasso di terrore, che ha tutte le carte in regola per rilanciare il genere horror. Il suo essere donna le consente, fra l’altro, di analizzare il rapporto madre-figlio in una prospettiva mai banale e approfondita, con un interesse alla psicologia dei personaggi che sembra derivare dall’osservazione diretta e non da vaghe supposizioni.

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Al di là dell’unicità di un esordio di questo livello, il film della Kent sceglie di scavare in profondità e di non accontentarsi di terrorizzare il pubblico con una storia antica ma sempre attuale. Tutto è calcolato perfettamente e la scelta di evitare le impennate e i classici jump-scares (gli spaventi improvvisi che fanno “saltare sulla poltrona”) ha un sapore maturo e intelligente. La fotografia è curata e tratteggia una serie di ambienti caratterizzati da un’atmosfera grigiastra e desolante, senza dubbio uno dei punti di maggior forza dell’intero film, costruito tenacemente all’interno di un unico spazio (quello della casa, che presto diventa nemica e pericolosa).

C’è veramente qualcosa di spaventoso in Babadook e, anche se in parte deriva dalla presenza innaturale del misterioso libro di fiabe, la parte più interessante del film è tutta giocata sulla caratterizzazione della protagonista e del suo lato psicologico. Una cosa rara in pellicole di questo tipo. Babadook è un titolo più che raccomandato, perché ha tutte le carte in regola per far parlare di sé a lungo e diventare un cult di genere.

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