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La rabbia e l'amarezza dei mille a cui hanno spento i sorrisi

La rabbia e l'amarezza dei mille a cui hanno spento i sorrisi
Eventi 03 Ottobre 2018 ore 07:00

La carica dei mille spenta da una decisione che ti fa venir voglia di mandare davvero tutti a quel paese. L’Atalanta a Firenze è stata seguita da tantissimi bergamaschi, la gran parte ha lasciato Città Alta con entusiasmo durante la mattinata per farci ritorno con le pive nel sacco e il morale sotto terra nonostante una buona prestazione della Dea. Chiesa, Valeri e compagnia cantante: avete fatto un danno enorme. I punti si recuperano, fiducia e rispetto invece sono molto più difficili da riconquistare.

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I cinque anni di "Chei de la Coriera" e gli altri. Tra tutti i torpedoni in viaggio verso la Toscana, i più festosi sono stati sicuramente i tre organizzati da "Chei de la Coriera". Lissa, Marco e Leo, aiutati da Marianna e altri volontari, hanno scarrozzato a Firenze più di 160 amici festeggiando con spritz, olive e patatine in un Autogrill a mezza strada i cinque anni appena compiuti nell’organizzazione delle trasferte. Da quel lontano Parma-Atalanta del 2013 (era fine settembre, 4-3 per i ducali) sono passati centinaia di chilometri, ma c'è sempre la stessa voglia di essere un grande collettore di tifosi. Voglia che, spesso, ha fatto nascere vere amicizie. La Curva si è mossa compatta e alle 14 il settore ospiti aveva già esposti gli striscioni e le bandiere che di solito vediamo in casa. Il siparietto più gustoso lo ha regalato però un bergamasco atalantino presente in tribuna. «Sono ospite di uno sponsor nello sky box, speriamo davvero di zittirli tutti e di conquistare una bella vittoria», urlava nel corridoio davanti alla sala stampa tra i sorrisi dei colleghi toscani che evidentemente non si aspettavano tanta carica lontano da Bergamo.

Primo tempo: supremazia e quell’applauso ad Astori. Nella prima frazione di gioco, i bergamaschi al seguito e gli atalantini in campo anno dato una lezione di tifo e di gioco ai padroni di casa. Dopo la sfilata degli sbandieratori prima del fischio d’inizio, l’Atalanta ha iniziato a giocare come nei giorni migliori e i sostenitori presenti nel lontanissimo settore ospiti (come si farà ad avere uno stadio talmente strutturato male che i posti per chi arriva da fuori sono trenta metri più indietro rispetto alla riga di porta non si sa) si sono comunque fatti sentire. Al minuto 13’, la Fiesole ha ricordato Davide Astori con un lungo applauso seguito da un bel coro e anche gli orobici hanno partecipato al ricordo, che da queste parti è ancora vivissimo nonostante i sette mesi passati dalla scomparsa del ragazzo. Fino al fischio del primo tempo, i tifosi di casa si sono dovuti sorbire uno spettacolo al limite dei fischi da parte dei propri giocatori, con tanti saluti al calcio spumeggiante visto altre volte proprio su questi schermi.

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Secondo tempo: scandalo arbitrale e forcing finale. Dopo il riposo, dal settore ospiti ma pure dalla tribuna stampa, gli occhi arrivavano in campo alla ricerca di qualche nuova linea di passaggio che migliorasse l’unico dettaglio che ancora mancava. Purtroppo per tutti gli amanti del calcio, al minuto 62’ succede qualcosa che non si può commentare se si ragiona solo di pallone, perché i tuffi sono uno sport diverso e di solito si disputano in piscina. Il rigore dato da Valeri e confermato dall'arbitro Var, Doveri (tutto confermato, in sala tv hanno visto e detto che era rigore. Incredibile!) ha creato un solco nella partita e nell'umore dei tifosi. Seguire una partita dopo un episodio del genere diventa difficile, tutti i tifosi atalantini presenti hanno tirato la stessa conclusione e qui non è questione di piangersi addosso, tirarla lunga o fare i piangina: il calcio è fatto di vittorie, pareggi e sconfitte ma quando capita di subire una rete perché l’avversario è più bravo si accetta mentre in questo caso non è andata così. L’Atalanta, nel finale di partita, ha cercato anche di pareggiarla ma il risultato è addirittura diventato doppio grazie al secondo gol di Biraghi, con tanti saluti ai sogni di gloria.

La rabbia e l’incredulità nel post partita. Dopo il fischio finale, il settore ospiti ha applaudito tutti i giocatori e i cori sono arrivati forti e compatti. Il deflusso è scivolato via senza problemi, il rientro a Bergamo si è completato poco dopo le 23 attraversando il traffico di Firenze e di Bologna senza grandissimi intoppi, ma il morale, tra stupore e rabbia, era decisamente a terra. Di partite se ne sono perse e se ne perderanno, tante volte è capitato di prendere pure scoppole molto più gravi di questa, ma la sensazione di essere stati derubati, questa volta, è fortissima. Ora si riparte per cercare punti contro la Sampdoria, ma questa macchia rimarrà. Senza dubbio rimarrà.