Venerdì 24 aprile

L’identikit del comunicatore 2035: lo svela A2A in un incontro alla Fiera dei LIbrai di Bergamo

Un dialogo tra istituzioni e innovazione con Carlotta Ventura e Alberto Mattiacci per scoprire come cambierà il modo di raccontare le imprese nel futuro

L’identikit del comunicatore 2035: lo svela A2A in un incontro alla Fiera dei LIbrai di Bergamo

La Fiera dei Librai di Bergamo si prepara a diventare il palcoscenico di una riflessione profonda sul domani dell’informazione e della strategia d’impresa. Venerdì 24 aprile, alle ore 18.45, la Biblioteca Civica Caversazzi ospiterà la presentazione del volume I comunicatori del futuro, curato da Carlotta Ventura (A2A) e Alberto Mattiacci (Università La Sapienza).

L’incontro, inserito nel prestigioso programma della 67ª edizione della Fiera dei Librai, rappresenta un momento chiave per comprendere come la tecnologia e l’umanesimo si fonderanno nelle professioni del prossimo decennio.

L’evento, parte del panel “Dove nasce il futuro”, vedrà Ventura confrontarsi con la Sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, e il professor Alessandro Rosina. Moderato da Daniele Rocchetti, direttore artistico della Fiera, il dibattito esplorerà il legame tra lo sviluppo del territorio e le nuove frontiere della comunicazione.

La partecipazione di A2A alla manifestazione, per il secondo anno consecutivo, afferma il proprio impegno della Life Company nel sostenere la cultura locale, trasformando il cortile della Biblioteca Caversazzi in uno spazio dinamico di incontro e confronto.

La “Tavola delle Competenze”

Il volume, edito da Egea, è il frutto di oltre un anno di ricerca interdisciplinare condotta con il metodo dei Future Studies. Ispirandosi alla Bauhaus, ricercatori e manager under 30 hanno collaborato per mappare gli scenari del 2035, sintetizzando il risultato in una innovativa “Tavola delle Competenze”.

Organizzata come la tavola periodica di Mendeleev, la mappa identifica 31 “competenze-atomo” suddivise in tre domini: Business, Human e Tech. Da questa combinazione emerge una meta-identità centrale: l’Architetto di Senso, un professionista che non si limita a produrre contenuti, ma orchestra ecosistemi complessi capaci di tenere uniti cultura, tecnologia e valori umani.