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Ha appena compiuto gli anni

Il leggendario e sofisticato spot che la Apple creò per il primo Mac

Il leggendario e sofisticato spot che la Apple creò per il primo Mac
Eventi 27 Gennaio 2015 ore 16:01

Era il 22 gennaio 1984 e al Tampa Stadium i Washington Redskins sfidavano i Los Angeles Raiders per aggiudicarsi l’ambita vittoria del Super Bowl. Ad un certo punto, durante un intervallo della partita, fu mandato in onda il leggendario spot della Apple, creato per il lancio del Macintosh. Durò poco più di un minuto ma stupì e incuriosì tutto il pubblico presente.

Ted Friedman, in un saggio del 2005 intitolato Electric Dreams: Computers in American Culture, ha spiegato che «gli spettatori del Super Bowl furono travolti dalla sorpresa. La Apple ottenne pubblicità gratuita per milioni di dollari, dato che i programmi di informazione lo ritrasmisero la sera stessa. Lo spot fu ben presto salutato dall'industria pubblicitaria come un capolavoro. Il magazine Advertising Age lo proclamò spot del decennio 1980 e ancor oggi continua a essere in cima alla classifica degli spot più persuasivi di sempre».

Ma non solo, nei giorni successivi i centralini dell’azienda di Cupertino furono intasati da tantissime telefonate che chiedevano spiegazione dello spot e dei suoi significati nascosti. Il cortometraggio era stato prodotto dall'agenzia pubblicitaria Chiat/Day e la regia era stata affidata a Ridley Scott, che solo l’anno prima aveva lavorato su Blade Runner. Si sa che la Apple punta sempre in alto e anche in quell’occasione non aveva badato a spese. Per la realizzazione dello spot aveva messo a sua disposizione un budget per un cifra pari a 900mila dollari. Prima di presentarlo al grande pubblico, nel dicembre 1983 Jobs aveva mostrato il filmato al Consiglio di amministrazione della Apple. E qui, con grande sorpresa di Steve e Sculley, all'intero Consiglio di amministrazione lo spot non era piaciuto.

 

 

Lo spot. «Il 24 gennaio Apple lancerà il Macintosh. E capirete perché il 1984 non sarà come 1984». Sono queste le parole con cui si chiude lo spot. Il video si basa sulla contrapposizione tra l’anno reale, ossia il 1984, e quello dell’omonimo romanzo di Orwell, opera estremamente nota negli Usa. Le prime immagini presentano un lungo tunnel di plastica, attraversato da una fila di uomini dai volti pallidi e dallo sguardo perso. Il gruppo marcia lento, fino a che non arriva in una sala dove ognuno trova posto davanti a un grande schermo che proietta un volto arcigno e severo, quello di un orwelliano Grande Fratello. L’uomo della proiezione pronuncia un discorso incentrato sulla supremazia dell’unificazione di pensiero, che viene presentata come l’arma più potente al mondo.

A questa scena si alterna quella che vede protagonista una giovane atleta, che indossa un paio di pantaloncini rossi e un top sul quale è disegnato un computer Mac. Questa ragazza corre verso la sala con in mano un martello. Inseguita da diverse guardie riesce comunque a scagliare l’arma e a distruggere lo schermo, che scoppia producendo un’intensa luce che investe il pubblico. Lo spot termina, appunto, con la frase.

È chiaro che questa pubblicità non voleva semplicemente reclamizzare un pc, ma era un inno alla libertà di pensiero e d’espressione. E un invito al coraggio e a combattere contro ogni tipo di ideologia imposta dal potere. La celebre frase pronunciata da Steve Jobs, «Stay Hungry, Stay Foolish» non era ancora stata ideata dalla sua brillante intelligenza, ma era già pienamente formulata in questo spot.

Il sequel del 1985. L'anno seguente la Apple uscì con un nuovo spot, sempre realizzato dalla Chiat/Day ma diretto dal fratello di Ridley, Tony Scott. Si chiamava Lemmings e fu la pubblicità di lancio per i nuovi prodotti della linea Macintosh Office. Non è ricordato dalla storia perché in realtà fu un vero e proprio flop.