Tra stalattiti e stalagmiti

Posti fantastici e dove trovarli Le grotte di Postumia, nuovo mondo

Posti fantastici e dove trovarli Le grotte di Postumia, nuovo mondo
Eventi 21 Luglio 2018 ore 11:15
Guide: Rough Guides e Lonely Planet

 

«Qui c’è un nuovo mondo, questo è il paradiso!». Così, nel 1818, Luka Čeč salutò la scoperta delle grotte di Postumia. Originario della zona e tra i primi speleologi moderni, rese note al mondo interno questa meraviglia della natura fino ad allora conosciuta solo dagli abitanti della regione. Dopo la scoperta, il cambiamento fu rapido: iniziarono ad arrivare sempre più visitatori (anche grazie alla costruzione di una strada ferrata che collegava Postojna con Vienna e Trieste) e, nel giro di cinquant’anni, le grotte divennero note a livello internazionale, tanto che l’agenzia di viaggi inglese Thomas Cook le inserì nel suo primo viaggio mondiale. I chilometri di gallerie rimasero per molto tempo visitabili solo a piedi, finché, visto il numero crescente di turisti, si fece strada l’idea di una ferrovia interna a binario unico, il cui primo tratto venne inaugurato nel 1872. Servì però aspettare fino al 1924 per arrivare al traino a motore, che permise a un numero ben maggiore di visitatori di accedere alle grotte.

 

 

Oggi il parco di Postumia è visitabile sia a piedi che nel percorso del trenino, attraverso alcune tra le grotte carsiche più grandi del mondo, in uno dei luoghi più caratteristici della Slovenia. Stalagmiti e stalattiti riempiono i ventiquattro chilometri di caverne, cunicoli e corridoi che costituiscono il complesso di queste ottomila grotte, di cui solo una ventina visitabili. La loro formazione, avvenuta due milioni di anni fa ad opera del fiume Pivka, si deve all’azione dell’acqua sulla roccia. “Kars” in sloveno significa infatti “roccia”, ed è il termine che ha dato il nome a tutta la regione a sud-est della città di Trieste. In questi luoghi, dove ogni anno vengono scoperte nuove grotte, l’acqua ha scavato nel corso dei decenni una quantità enorme di caverne, abbellite da stalattiti e stalagmiti formatesi dai depositi di carbonato di calcio. Aperte al pubblico poco dopo la loro scoperta, queste grotte hanno da sempre affascinato i visitatori grazie alla serie di passaggi e gallerie dove si scoprono maestosi archi sotterranei e formazioni che assomigliano a candelieri e mostri marini. Ci sono la Sala Gotica, quella dei Concerti (dove talvolta si tengono esibizioni musicali), il Grande Monte, le Grotte Belle, il Ponte Russo, la Galleria Brillante.

A nove chilometri dalle grotte vale la pena di visitare il Castello di Predjama, il più grande maniero di grotta del mondo, che si erge su una parete rocciosa di 123 metri, circondato dai boschi. Un luogo romantico e pieno di fascino, che d’inverno è spesso coperto di neve. Le grotte di Postumia, inoltre, non sono importanti solo a livello paesaggistico, ma anche perché ospitano alcune specie animali particolarissime, come i “giovani di drago”, ovvero i “protei”, piccoli animaletti anfibi di pochi grammi di peso abituati a vivere nell’oscurità e per questo privi di occhi ma con altri sensi molto più sviluppati (tanto che alcune specie possiedono ciglia e antenne).

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Una visita non può, infine, dirsi completa senza un assaggio di prodotti tipici come i formaggi Dop sloveni (bovški sir, tolminc e nanoški sir) oppure il prosciutto del Carso, reso particolare dalle raffiche della bora nella zona del Carso, che ne favoriscono l’essiccazione. Tra i piatti della tradizione ci sono zuppe di legumi e patate, piatti di carne e farinate di grano saraceno, o gli žlikrofi, una specie di tortelloni. Sui dolci c’è un’ampia scelta: dalla gubana con un ripieno di dragoncello, miele, semi di papavero, erba cipollina e ricotta, alla prekmurska gibanica, una pasta frolla con un ripieno di semi di papavero, formaggio bianco, noci e miele.